martedì, 7 Aprile, 2020

Tokyo alle urne dopo il disastro dell’Abenomics

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Abenomics-flop-elezioni-anticipateIl terzo voto anticipato in cinque anni, sette primi ministri in otto. Anche se Shinzo Abe – il leader del partito liberal-democratico (Pld) – si prepara a essere il più longevo dal dopoguerra in poi, la consultazione di domenica in Giappone passerà per quella meno partecipata negli ultimi sessant’anni: già nel 2012 si recarono alle urne solo il 59% degli aventi diritto e oggi, secondo sondaggi recenti, circa il 63% dei giapponesi non ha capito il motivo di queste elezioni anticipate. Il voto sarà una sorta di referendum sull’Abenomics (crasi tra Abe ed Economics), ossia la serie di riforme concepite e attuate dal primo ministro e dalla Bank of Japan (la banca centrale giapponese) – guidata da Haruhiko Kuroda – nel tentativo di rivitalizzare l’economia del Giappone.

LO SCENARIO ECONOMICO – Ma in questi 20 mesi, la politica monetaria ultra-espansiva, fatta di due quantitative easing (consistenti immissioni di liquidità, ndr) dall’aprile 2013 non ha sortito gli effetti sperati: lo scorso novembre l’economia giapponese è entrata ufficialmente in recessione tecnica, la terza dal 2008, e il Paese da due decenni è ancora impantanato in dinamiche deflative. E a parlare sono i dati che registrano una contrazione della produzione industriale, del Prodotto interno lordo e del potere d’acquisto, dunque dei livelli salariali. Lo yen è ai minimi da sette anni. Contestualmente sono aumentati i disoccupati, l’indice di povertà e il debito pubblico è al 241%. Prima di sciogliere la Camera bassa della Dieta del Giappone (quella dei rappresentanti, ndr), a novembre Abe ha annunciato il rinvio di un ulteriore aumento dell’Iva al 10% – previsto a partire da ottobre 2015 – dopo l’incremento di tre punti percentuali scattato lo scorso aprile, senza dimenticare che il suo progetto prevede un obiettivo di imposta indiretta sui consumi al 18%. Inoltre, recentemente, Tokyo ha subìto anche il taglio del rating da parte dell’agenzia Moody’s e, secondo l’economista Tsunemasa Tsukada in condizioni del genere “la scelta è obbligata: o funziona l’Abenomics, o nulla può funzionare”.

LE PREVISIONI DEGLI ANALISTI – Secondo gli analisti a provocare un record di bassa affluenza alle urne potrà essere l’inadeguato dibattito sulle questioni chiave e na diffusa apatia degli elettori. E questo scenario potrebbe favorire il partito liberal-democratico di Abe. Del resto – aggiungono gli esperti – in molti si sentono delusi dalla politica dei precedenti governi del Partito democratico dopo che, tra il 2009 e il 2011, hanno visto tre primi ministri in tre anni. Secondo un’indagine dell’agenzia Kyodo, però, il 52% degli intervistati si è detto contrario alla politica economica del premier conservatore con un 37% che si è invece espresso a favore. Di contro l’opposizione appare disunita e senza alcun valido programma alternativo, motivi per i quali la strada di Abe – per ottenere un nuovo mandato dagli elettori – potrebbe essere in discesa.

Silvia Sequi

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