venerdì, 30 Ottobre, 2020

Torino per dieci giorni sarà la capitale del jazz italiano

0

Dieci giorni di programmazione, 12 palchi dei Jazz Club cittadini
50 eventi/spettacoli, 200 artisti. Sono questi i numeri della seconda parte del Torino Jazz Festival 2020, un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, main partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il contributo di Fondazione Crt, Confartigianato e Ancos, media partner RAI.
Questa seconda parte del Festival, che si terrà dal 2 all’11 ottobre, è dedicata principalmente ai musicisti e ai club, categorie che hanno subìto forti danni dalla pandemia. Per contribuire alla sopravvivenza dell’intero comparto è stato deciso di organizzare due sezioni del Festival – una ad agosto e l’altra a ottobre – rafforzando così il palinsesto del Jazz Cl(H)ub, che per la prima volta è stato scorporato da quello dei teatri.

Nei 10 giorni di programmazione il Tjf Jazz Cl(H)ub coinvolgerà 12 palchi dei jazz club cittadini dove si terranno 50 eventi/spettacoli con la partecipazione di circa 200 artisti tra cui musicisti, attori, scrittori e dj, molti dei quali di Torino o attivi sul territorio. I concerti saranno organizzati osservando le più scrupolose norme di sicurezza per il pubblico, gli artisti e il personale al lavoro.
Il cartellone, molto variegato, metterà in scena le svariate declinazioni del jazz: dall’afrobeat dei Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi alla musica di matrice afro americana, rappresentata dai nomi di varie generazioni del jazz, come Antonello Salis, Ramon Moro, Emanuele Parrini, Furio Di Castri, Antonio Zambrini con Jesper Bodilsen e Martin Maretti Andersen, già accompagnatori di Stefano Bollani nella fortunata trasmissione di Rai3, da Sandro Gibellini ai maestri dell’elettronica legata all’improvvisazione come Domenico Sciajno (docente di musica elettronica al Conservatorio di Torino) insieme a Massimo Pupillo e Francesco Giomi con il suo Zum Trio (Giomi è direttore del centro di nuove tecnologie musicali “Tempo Reale”, fondato da Luciano Berio a Firenze), dalle incursioni esotico/elettroniche degli Ooopopoio (duo con i talentuosi Vincenzo Vasi e Valeria Sturba), al produttore e remixer londinese Adrian Sherwood, qui con l’ensemble Fire di Ivan Bert, dal costruttore di macchine elettroniche sonore (Andrea Reali presente alla jam session dedicata alla musica elettronica) alle sonorità che partono dal mondo classico europeo con la clarinettista Selene Framarin e il Manomanouche Quintet (il cui leader Massimo Pitzianti è l’arrangiatore di Paolo Conte), dai grandi talenti come il trio Youlook con l’incredibile voce di Luisa Cottifogli o come il sax di Dan Kinzelman, nel gruppo di Simone Graziano, al dialogo tra due talentuosi batteristi come Donato Stolfi e Mattia Barbieri nella produzione originale “Drum Matic”.
Il programma prevede anche collaborazioni con importanti enti culturali torinesi come il Salone Internazionale del Libro insieme a Fondazione Artea (lo scrittore e performer Tiziano Scarpa, già Premio Strega, insieme alla polistrumentista Debora Petrina), il Museo Nazionale del Cinema (film “Moondog can see you”/Lapsus Lumine), il festival Jazz is dead (tre serate di ascolto con altrettanti dj legati al mondo del jazz e della cultura musicale quali Gianluca Petrella, Federico Sacchi, Stefano Boni). Sarà presente anche il dj Raffaele Costantino, conduttore della trasmissione MusicalBox su Radio2.
E ancora, due personaggi legati al mondo della narrazione racconteranno il jazz e un pezzo di storia del XX secolo: l’attore e regista Michele Di Mauro leggerà Bukowski e Gian Luca Favetto, voce familiare agli ascoltatori di Radio3, parlerà di una casa di Harlem che ogni settimana si apre al pubblico per regalare jazz.

Tra gli emergenti si potranno ascoltare Sophia Tomelleri, nipote d’arte, Anais Drago con il suo violino jazz, Simone Blasioli, eccellente saxofonista, Elis Lapia, vincitore dell’ultima edizione del premio Massimo Urbani, Cesare Mecca che sta rinnovando la tradizione torinese di grandi trombettisti. In calendario anche ideatori di nuovi sound come Camilla Battaglia, figlia d’arte, e il creativo chitarrista Enrico Degani.
Le conferme del jazz mainstream passeranno dai set di Luigi Tessarollo e Robert Bonisolo, Alberto Marsico, Sergio Di Gennaro e Jim Rotondi, Massimo Faraò; mentre gli assi del jazz a cavallo tra tradizione e innovazione, appartenenti a generazioni anche lontane tra loro, saranno ben rappresentati da Daniele Tione, Dino Contenti, Gigi Biolcati, Luca Biggio, XY Quartet, Jacopo Albini, Gilson Silveira e Ruben Bellavia.
Domenica 11 ottobre si terranno 4 jam session, divise per linguaggi e aree tematiche: “Free la conquista dell’inutile” (ore 21:00 – ARTeficIO), coordinata da un nutrito gruppo di liberi pensatori del jazz torinese; “To Be Or Not To Bop” (ore 22:00 – Combo) condotta da una all-star di musicisti senior; “Manouche: Hot Club Torino” (ore 21:00 – Cafè Neruda) in collaborazione con l’Associazione Django Reinhardt per il brillante jazz delle origini; “Elettronica S(P)In Ensemble” (ore 22:00 – Bunker), che porta sul palco inventori di strumenti elettronici e sperimentatori.

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply