mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Tour de France. Ancora Sunweb. Ancora Kragh Andersen

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Che polli!
Tranquilli, non vogliamo offendere nessuno. Non stiamo parlando ad esempio del francese Frederick Frison e del tedesco Roger Kluge.
E’ vero, dopo tremila chilometri percorsi si trovano agli ultimi due posti della classifica generale distaccati di quasi sei ore da Primoz Roglic ma non sono dei polli.

Sono dei gregari, hanno aiutato il proprio capitano Caleb Ewan ad aprirsi varchi nelle volate, lo hanno protetto dal vento, rincuorato nei momenti difficili, scortato nelle dure tappe di montagna evitando che arrivasse fuori tempo massimo, hanno fatto la spola tra il gruppo e le ammiraglie per rifornirsi di acqua, hanno ceduto la loro bicicletta al compagno che aveva forato o che era caduto, hanno lavorato per gli altri prima ancora che per loro stessi.

No, Frison e Kluge sono tutt’altro che polli.
I polli di cui parliamo sono fatti di carne, penne bianche e cresta rossa ed hanno fatto la fortuna di Bourg en Bresse, la cittadina da cui è partita la tappa odierna del Tour de France.
Il poulet de Bresse è famoso nel mondo, più di Frison e Kluge è vero, perché è apprezzato dai grandi chef che ne hanno esaltato il sapore nei loro piatti stellati.
Il grande chef Georges Blanc ad esempio ha aperto una brasserie a Bourg de Bresse per poterlo preparare sul posto alla maniera tradizionale, “a la creme de Bresse”.

A fine 800 Brillant-Savarin lo definiva “reine des volailles, volaille des rois” (regina dei volatili, volatile dei re) ed i Re lo apprezzavano, altro che se lo apprezzavano, fin dalla fine del 1500.
Con le sue zampette leggermente blu il poulet de Bresse ha fatto la fortuna degli abitanti della zona e nel dicembre di ogni anno è il protagonista assoluto del più vecchio concorso avicolo del mondo, Les Glorieuses de Bresse: non solo polli, ma anche tacchini e capponi in un clima di grande festa popolare
Da Bourg en Bresse i ciclisti si sono diretti a nord, verso il Giura, verso l’arrivo di Champagnole.

166,5 chilometri di percorso ondulato.
A metà strada tutti hanno dovuto scalare una Cote di quarta categoria, bazzecole in confronto a quanto visto nei giorni scorsi.
Alla partenza Sam Bennett indossa la Maglia Verde della classifica a punti con Peter Sagan alle costole, a cinquanta punti di distacco.
Richard Carapaz veste la Maglia a Pois con un vantaggio minimo su Tadej Pogacar, che a sua volta indossa la Maglia Bianca di leader della classifica dei giovani.
In casa Jumbo Visma ieri sera c’erano facce scure, Wout Van Aert è stato sanzionato in punti ed in secondi per aver approfittato un po’ troppo della scia della sua ammiraglia ed il direttore sportivo Zeeman è stato addirittura espulso dal Tour de France per aver intimidito e minacciato un commissario UCI l’altro ieri al momento del controllo sulla bici di Roglic, risultata comunque in regola.
Oggi ha vinto ancora il danese Soren Kragh Andersen, come a Lione.
Per lui ovviamente niente maglia gialla, in classifica resta lontanissimo da Roglic, ma stasera Kragh Andersen si merita senz’altro qualcosa di giallo, magari un buon bicchiere di Vin Jaune, il vino giallo specialità della zona, frutto di una vendemmia tardiva di solo Savignin e di un invecchiamento particolare.
La svolta della tappa c’è stata al traguardo volante di Mournans, quando sullo slancio dello sprint si sono avvantaggiati in dodici ed in pochi chilometri hanno guadagnato presto oltre tre minuti su tutti gli altri.
A comporre la sporca dozzina atleti di livello, velocisti e non: Sam Bennett, Peter Sagan, Matteo Trentin, Vam Avermaet, Kragh Andersen, Naesen, Stuyven, Bauer, Mezgec, Devenyns, Arndt, Rowe.
Sulla strada che attraversa i boschi del Giura i dodici si sono sfidati apertamente, scattando l’uno in faccia dell’altro.
Ha iniziato Trentin ma poi è stato Kragh Andersen a beffare tutti.
Quando è scattato gli altri hanno indugiato troppo e il danese ha preso fino ad un minuto di vantaggio.
Testa bassa, rapporto duro, una cronometro contro se stesso che l’ha portato da solo fino al traguardo.
Secondo è arrivato Mezgec, come a Lione.
Poi tre belgi, nell’ordine Stuyven, Van Avermaet e Naesen.
Se la Jumbo Visma di Re Roglic è stata ad oggi la più forte in assoluto la Sunweb di Kragh Ansersen e del giovane Hirschi è stata senz’altro la squadra che ha saputo interpretare tatticamente al meglio le tappe alla loro portata, senza sbagliare un colpo.
Domani la cronometro, domani si decide il Tour de France.
Bello il Giura, boschi e campi con erba grassa. Campagna bellissima.
Scriveva ironicamente Charles Baudelaire: “La campagna è quello strano posto in cui le galline vanno in giro crude”.
Crude e protagoniste. Le galline del piccolo paese di Champagnole non sono famose come quelle di Bresse, ma una di loro ha voluto farsi notare attraversando la strada poco davanti al gruppo, prima di entrare in paese.
Crude e protagoniste.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Soren KRAGH ANDERSEN
2 – Luka MEZGEC a 53 secondi
3 – Jasper STUYVEN s.t.
4 – Greg VAN AVERMAET s.t.
5 – Oliver NAESEN s.t.

 

Classifica Maglia Gialla invariata.
A bientot

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