martedì, 29 Settembre, 2020

Tour De france. È il momento del giovane kamna

0

Tutti negativi al secondo test covid19 e via allora per i 164 chilometri che separano La Tour Du Pin da Villard De Lans.
Riparte così il Tour de France dopo il secondo giorno di riposo, percorrendo una tappa con arrivo in salita, in attesa che uno o più coraggiosi provino a mettere in difficoltà Primoz Roglic e la sua Jumbo Visma.
L’arrivo è fissato sui monti del Vercors, alte pareti rocciose dove l’acqua ha scavato gole profonde, grandi cavità ed ampie grotte; luoghi molto conosciuti in Francia per episodi legati alla resistenza francese durante la seconda guerra mondiale.
Durante l’occupazione nazista queste terre impervie e selvagge furono il luogo scelto da molti giovani per nascondersi. Alcuni di loro erano solo renitenti alla leva, molti invece i resistenti, i partigiani, in francese semplicemente i maquins.

Di nascosto vennero allestiti dei campi per accogliere tutte queste persone.
Ci pensarono alcuni civili e militari francesi in contatto diretto con il comando francese a Londra.
Pian piano fu presa in considerazione l’ipotesi di utilizzare i monti del Vercors in chiave strategica, grazie alla loro particolare conformazione morfologica, grazie alla loro apparente impenetrabilità: gli altopiani naturali potevano ricevere lanci paracadutati di armi e uomini e il territorio avrebbe potuto essere una formidabile testa di ponte per un eventuale sbarco alleato nel Mediterraneo. Nel giugno del 1944 venne così messo a punto il Plan Montagnard, che però non ebbe il pieno appoggio degli alleati. Al grido di “Vive la Republique Francaise, Vive la France, Vive le General De Gaulle” fu proclamata la Repubblica, si fece una bandiera, si attesero invano dal cielo uomini e armi. Furono paracadutati viveri e poco altro.

 

 

Gli oltre 4.000 partigiani accorsi nella zona, spesso molto giovani, male armati, poco addestrati avevano entusiasmo, la guerra sembrava prossima alla fine, gli Alleati dietro l’angolo.
Invece dietro l’angolo c’erano 15.000 nazisti della Centocinquantasettesima divisione alpina comandata dal generale Pfaum. I nazisti iniziarono quella che probabilmente fu la più importante operazione contro la Resistenza nell’Europa occidentale.

Per i maquins i monti del Vercors si trasformarono in una trappola e quando i nazisti si ritirarono, la bella bandiera della Repubblica del Vercors non sventolava più, moltissimi i caduti tra i partigiani, troppi i civili uccisi, tanti i villaggi incendiati.
Un copione che conosciamo benissimo.
Il tempo passa, gli uomini migliorano, lo sport diventa uno splendido strumento per portare pace e sviluppo. E allora ben venga che oggi sui monti del Vercors abbia vinto un ragazzo tedesco, Lennard Kamna.
Con lui ha tagliato per primo il traguardo la cultura della fatica, del sacrificio per i compagni di squadra, della cooperazione, del rispetto degli avversari; tutti insieme sulla stessa strada.
Kamna ci ha provato diverse volte in questo Tour de France e nei giorni scorsi da casa abbiamo potuto apprezzare la tecnica, la forza ed il coraggio di questo ragazzo di ventiquattro anni. In futuro certamente ne leggeremo ancora il nome scorrendo con il dito i primi posti degli ordini di arrivo.
Pian piano ha lasciato inesorabilmente indietro tutti i ventidue compagni di avventura che con lui si erano lanciati nella fuga del giorno.

Nomi noti al pubblico, altri meno. Tra di loro il vincitore del Giro d’Italia 2019 Carapaz, il talentuoso ed incerottato Sivakov, il solito Alaphilippe, gli scalatori Anacona, Nieve e Barguil, gli italiani Trentin ed Oss.
Dietro di loro, molto indietro, una corsa a parte, la corsa per la maglia gialla.
Il copione è stato lo stesso di sempre: la Jumbo Visma davanti a tirare il collo a tutti, tenendo alta l’andatura ed impedendo di fatto ogni vero scatto in avanti da parte di chicchessia.
Agli ultimi due chilometri ci ha provato timidamente Pogacar, mettendo davanti il compagno De La Cruz, mettendolo alla frusta.
La Jumbo Visma è apparsa disorientata ma è durata solo qualche secondo, non più di qualche decina di metri.

Van Aert è tornato a dettare l’andatura per tutti ed il gruppo dei migliori è arrivato insieme, preceduto appena da Miguel Angel Lopez su Pogacar e Roglic.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Lennard KAMNA in 4 ore, 12 minuti, 52 secondoi
2 – Richard CARAPAZ a 1 minuto e 27 secondi
3 – Sebastien REICHENBACH a 1 minuto e 48 secondi
4 – Pavel SIVAKOV a 2 minuti e 34 secondi
5 – Simon GESCHKE a 2 minuti e 35 secondi

 

Classifica generale invariata nei primi posti. Roglic maglia gialla

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply