domenica, 25 Ottobre, 2020

Tour de France. L’abbraccio di Carapaz e Kwiatkowski

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175 chilometri da Meribel al lago artificiale di La Roche Sur Foron, 5 salite seminate a spaglio sul percorso dagli organizzatori, compresa l’Hors Categorie del Montee du Plateau des Gilieres, posta a 30 chilometri dall’arrivo.
Sono 4.600 i metri totali di dislivello.
La piccola cittadina dell’Alta Savoia che ha ospitato l’arrivo di tappa è famosa per essere stata la prima città in Europa ad avere l’illuminazione pubblica.
Era il 16 dicembre 1885 e Le Figaro scriveva: “Non è Parigi, o Londra, o Berlino, o Mosca, o qualcosa del genere. È una piccolissima città savoiarda (…), a dieci leghe dal Monte Bianco; non è nemmeno un capoluogo di distretto, è un capoluogo di cantone che risponde al nome di La Roche. Conosci La Roche? La Roche-sur-Foron, in Alta Savoia? No. Ebbene, questa città, che vorrei chiamare la Città della Luce, ha appena decretato, la prima in Europa, di avere l’illuminazione elettrica nelle sue strade, nelle sue piazze, nei suoi monumenti e nelle sue case.”

Con queste premesse, permetteteci la battuta, non poteva che essere una tappa elettrizzante.
Lo è stata ed ha vinto il polacco Michael Kwiatkowski, superando la linea del traguardo abbracciato al compagno di squadra e di fuga Richard Carapaz, il più combattivo di questi ultimi giorni.
Quando sono arrivati a percorrere gli ultimi metri di corsa i due atleti della Ineos Granadiers non ci hanno neppure fatto caso a chi stava superando per primo la striscia di vernice bianca del traguardo anche se per le statistiche, il palmares e la storia, la tappa è vinta dal polacco Kwiatkoski.
Per contro Carapaz indosserà da domani mattina la sgargiante maglia a pois che contraddistingue lo scalatore più forte del Tour, il grimpeur migliore.
Sono stati bravi quelli della Ineos, sono andati in fuga da lontano e ci hanno creduto fino alla fine, salita dopo salita, discesa dopo discesa.
Per tutto il giorno Kwiatkowski e Carapaz sono stati l’uno il gregario dell’altro, hanno condiviso l’acqua e la fatica. Si sono attesi, incoraggiati. Sono stati una cosa sola.
Il compianto Michele Scarponi una volta parlò così dei propri compagni di squadra: «Siamo così uniti che ci vorrebbe una bici a nove posti». Reso l’idea?
Volenterosi anche quelli della Bahrain McLaren.
Anche in questa frazione infatti hanno provato fino all’ultimo a mettere in difficoltà Re Roglic ma lo sloveno e la sua squadra hanno mostrato anche oggi grande capacità di adattarsi alla corsa, anche quando non la guidano loro.
Il gruppetto dei migliori è arrivato dopo quasi due minuti dalla coppia Ineos Granadiers, preceduto da Wout Van Aert.
Così da stasera, mentre Egan Bernal guarda la corsa in tv dal divano di casa, mentre Rigoberto Uran e Adam Yates perdono ancora terreno, mentre Landa e Pogacar ci provano tutti i giorni rimanendo sempre con un pugno di mosche in mano, il podio del Tour de France 2020 si sta delineando sempre di più: due sloveni ed un colombiano, Roglic Pogacar ed Angel Lopez, probabilmente in questo ordine.
Sembra tutto oramai scontato, saranno gli ultimi tre giorni di gara a cambiare il verdetto?
Domani è in programma la 19/a tappa, la frazione di 166,5 km senza difficoltà altimetriche da Bourg-en-Bresse a Champagnole, adatta a tentativi da lontano.
A bientot.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Michael KWIATKOWSKI in 4 ore, 47 minuti, 33 secondi
2 – Richard CARAPAZ – s.t.
3 – Wout VAN AERT a 1 minuto e 51 secondi
4 – Tadej POGACAR a 1 minuto e 53 secondi
5 – Richie PORTE – s.t.

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Primoz ROGLIC (JUMBO-VISMA) 79h 45′ 30”
2 – Tadej POGACAR (UAE TEAM EMIRATES) + 57″
3 – Miguel Angel LOPEZ (ASTANA PRO TEAM) + 01′ 27″
4 – Richie PORTE (TREK-SEGAFREDO) + 03′ 06″
5 – Mikel LANDA (BAHRAIN – MCLAREN) + 03′ 28″

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