martedì, 12 Novembre, 2019

Tragedia a Conversano: si indaga circa le ragioni dell’esplosione e del crollo delle palazzine

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Sono state tre le vittime della forte esplosione dovute ad una fuga di gas che ieri mattina intorno alle 9.40 ha provocato il crollo di due palazzine nel centro storico di Conversano, in provincia di Bari. I tre corpi che sono stati ritrovati ieri pomeriggio sepolti dalle macerie della costruzione di via degli Zingari, tra cui anche quello del piccolo di 18 mesi, sono quelli del nucleo familiare olandese che fino al momento del tragico ritrovamento risultavano dispersi. E il cedimento delle palazzine a seguito dell’esplosione di una bombola del gas ha anche provocato gravi lesioni ad una terza struttura adiacente nonché la completa inagibilità di altre dieci condomini della zona. In serata il cordoglio di Napolitano e l’augurio di pronta guarigione dei feriti, ha raggiunto il sindaco della cittadina pugliese.

VERIFICHE DI AGIBILITA’: 50 SFOLLATI – I vigili del fuoco e i responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Conversano, attraverso le parole del sindaco Giuseppe Lovascio, hanno resa nota la pericolosità delle undici costruzioni limitrofe risultate precarie che sono state subito evacuate costringendo circa cinquanta persone ad abbandonare le abitazioni per motivi precauzionali. La macchina di solidarietà cittadina si è subito messa in moto e gli sfollati sono stati ospitati per la notte da alcuni alberghi della zona o dai propri parenti in attesa del ‘via libera’ per poter fare ritorno nelle proprie abitazioni, ma per questo dovranno attendere le ulteriori verifiche di agibilità che ieri hanno coinvolto anche i tecnici del Genio regionale e della Protezione civile.

INDAGINI INTORNO ALLE CAUSE DEL CROLLO – Intanto la Procura di Bari ha avviato un’inchiesta per approfondire le ragioni della tragedia nella quale sono state spezzate le vite di un’intera famiglia, quella di Bernardo Vitto 30 anni, originario di Conversano ma che ormai viveva in Olanda dove lavorava come cameraman e dove aveva iniziato a costruire la propria vita famigliare con la compagna con la quale aveva avuto un bambino di circa un anno e mezzo, rimasto sepolto con i genitori dalle macerie del crollo della palazzina di Via degli Zingari. La famiglia si sarebbe recata dopo la colazione allo zoo per un safari. Il caso non ha lasciato indifferente la pm Bruna Manganelli e il procuratore aggiunto Anna Maria Tosto che ieri, dopo essere arrivate sul luogo dell’esplosione hanno disposto il sequestro di due bombole del gas presenti nell’edificio sventrato dallo scoppio.

C’ERANO REQUISITI MINIMI DI SICUREZZA? – Si sono aperte inevitabilmente discussioni riguardanti a presunti riscontri di abusivismo edilizio o di “malacostruzione” delle palazzine di via degli Zingari, la cui condizione se a norma o meno, verrà chiarita dai riscontri dei rilievi. A parlare nella giornata di ieri è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Leopoldo Freyrie che ha dichiarato: «Troppo spesso le case degli italiani non rispondono ai requisiti minimi di sicurezza che i cittadini devono pretendere. Solo attraverso la prevenzione sarà, forse, possibile evitare il ripetersi nel futuro di quelle che possono essere definite come tragedie annunciate». Freyrie ha commentato l’episodio di Conversano nell’ambito del tema “della sicurezza negli ambienti domestici”, chiamando in causa anche il ministro Clini in queste ore impegnato nella presentazione del Piano nazionale per la sicurezza del territorio.

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