sabato, 24 Ottobre, 2020

TRANSIZIONE ENERGETICA

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Rafforzare l’azione per raggiungere i target climatici dell’Ue. Questo l’obiettivo del piano europeo presentato in conferenza stampa a Bruxelles dal vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans e il commissario Ue per l’Energia, Kadri Simson. Un piano che prevede un taglio delle emissioni di almeno il 55% al 2030 con priorità agli interventi per l’efficienza energetica degli edifici, rinnovabili e mercato Ue delle emissioni.

Il nuovo target al 2030 e l’azzeramento delle emissioni al 2050 – si sottolinea nel piano – significa risparmiare 100 miliardi di importazioni di energia nei prossimi 10 anni e fino a 3mila miliardi entro il 2050. L’obiettivo del 55% sarà inserito nella legge sul clima e diventerà vincolante per l’Ue.

Il piano della Commissione è accompagnato da un’analisi di impatto dei nuovi target e da una revisione della legge sul clima, che già prevede emissioni zero al 2050. Per raggiungere i nuovi obiettivi a 10 anni, le rinnovabili dovrebbero arrivare al 40% del mix energetico europeo, con un contributo al settore trasporti che dovrebbe aumentare dal 6% di oggi al 24%, l’obiettivo di efficienza energetica, oggi del 32,5%, dovrebbe crescere fino al 39-40%. “Dalla nostra valutazione di impatto – ha detto Timmermans – emerge che per alcuni settori la transizione energetica sarà più fattibile delle attese, come nel settore industriale, ma in altri settori, come i consumi delle famiglie, sarà più difficile. Ecco perché dobbiamo riservare particolare attenzione ad affrontare i rischi come la povertà energetica e non penalizzare nessuno”. “Per realizzare i nuovi obiettivi dovremo aumentare di 350 miliardi l’anno gli investimenti pubblici e privati rispetto al periodo 2010-20 – ha sottolineato la commissaria all’Energia, Kadri Simson -. Per questo incoraggio tutti a utilizzare al meglio le risorse disponibili”.

 

“È un programma volto al rafforzamento dell’azione europea sul clima in vista degli obiettivi fissati a livello mondiale per l’anno 2030” è il commento di Tiziana Bocchi, segretaria confederale della Uil. “Tra le azioni previste, è stata annunciata una generale revisione della normativa climatica da effettuare entro il 2021, ma anche l’intenzione di inserire standard ancora più severi circa le emissioni di CO2. Si tratta di direttive che i Paesi membri dovranno recepire ed attuare tramite la redazione dei relativi Piani di Ripresa e Resilienza, entro la primavera del 2021”.

“I contenuti di questo Piano ribadiscono in maniera stringente anche le dichiarazioni rilasciate ieri dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, all’Eurocamera, di Bruxelles, che ha affermato la decisa intenzione di tagliare almeno del 55% le emissioni di gas serra sul territorio dell’UE. Come UIL, condividiamo queste dichiarazioni e l’impegno di far diventare l’Europa il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050, chiediamo però che venga definita in modo chiaro anche una serie di interventi sociali che assicurino il lavoro e il sostentamento dei lavoratori in questa fase di transizione”.

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