domenica, 5 Aprile, 2020

Trent’anni in sessanta minuti 1989-2019

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Questo è il titolo del libro di Cristiano Zagari, pubblicato nel 2019 da Lithos Editrice, che è stato presentato oggi alla Casa della Storia e della Memoria in Roma.
Oltre all’autore, sono intervenuti, Luca Aniasi, Gianni Pittella, Giorgio Benvenuto, Lino Saccà, Massimo Di Menna e Pierluigi Sorti. In questo libro, Cristiano Zagari analizza ed invita a riflettere sulla recente storia dell’Europa iniziando dalla caduta del muro di Berlino fino ai nostri giorni.

In sessanta minuti, partendo da Formia in aliscafo, si raggiunge l’Isola di Ventotene dove nacque l’idea dell’Europa unita scritta dagli antifascisti Eugenio Colorni, Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli durante il loro esilio.
Temi centrali del libro sono la caduta del ‘muro di Berlino’, la rivoluzione digitale ed il sovranismo. Autore di numerose pubblicazioni accademiche, Cristiano Zagari, ha scritto questo libro utilizzando la stessa forma usata da Tommaso Campanella per scrivere ‘La città del Sole’. L’opera del Campanella, scritta nel 1602 durante la sua prigione, è un dialogo immaginario tra due amici dove uno fa le domande e l’altro risponde raccontando il suo viaggio nella città ideale, appunto, ‘La Città del Sole’.
Cristiano Zagari ha scritto il suo libro immaginando un’intervista avvenuta, durante un viaggio in aliscafo di ritorno da Ventotene a Formia, tra un giovane studente di Scienze Politiche ed un’importante personalità femminile di questi ultimi decenni.
Dalla lettura emergono le problematiche dell’Unione europea, ancora incompiuta, e quelle italiane legate al rapporto con l’Ue e gli altri Paesi europei.
Tematiche tutte affrontate dai relatori. In particolare, Gianni Pittella ha evidenziato il ruolo incompleto del Parlamento europeo nella funzione legislativa ed il ruolo attuale dei Governi dei Paesi dell’Unione che pensano egoisticamente ai vantaggi che ogni Paese potrebbe ottenere a scapito degli altri.
Di Menna ha evidenziato alcuni aspetti positivi che sono stati messi in atto per i giovani che dovrebbero essere il futuro dell’Europa. Tra questi, assume particolare importanza il programma ‘Erasmus’.

Giorgio Benvenuto si è soffermato sulle diseguaglianze tra nord e sud dell’Italia che non si riscontrano negli altri Paesi dell’Unione in modo così evidente.
Lino Saccà, ha affrontato la tematica dei governi italiani che dagli anni novanta hanno sminuito la loro azione all’interno dell’Ue facendo perdere prestigio all’Italia che fa parte dei Paesi fondatori dell’Unione europea.
Pierluigi Sorti ha posto degli interrogativi sul valore del cambio stabilito per la lira al momento dell’ingresso nell’Euro. Secondo alcuni recenti studi, i cambi fissati per entrare nell’Euro avrebbero prodotto vantaggi per i tedeschi e notevoli svantaggi per gli italiani.
Tutti questi disagi creano la domanda di sovranismo in chiave antieuropeista, anziché alimentare il sovranismo europeo che si potrebbe raggiungere completando al più presto l’unione politica dell’Europa.
Tutti i giorni assistiamo a continui fallimenti della politica estera dell’Unione europea. Il recente vertice di Berlino per pacificare la Libia è un esempio eclatante.
Inoltre, c’è anche il problema di trovare le necessarie entrate fiscali per finanziare un programma di sviluppo per l’Europa.
Comunque non possiamo dimenticare, come è stato sottolineato durante il convegno, che grazie all’Unione europea finora sono stati garantiti settantacinque anni di pace.
Nella quarta di copertina del libro di Cristiano Zagari si legge: “Accadde però che in coincidenza della caduta del Muro di Berlino sia diventato complicato mantenere l’equilibrio: i piedi iniziano ad affondare nel suolo, lo sguardo sul mondo si appanna, gli addominali perdono tono muscolare e soprattutto la Storia, che si credeva ormai amica, comincia a colpirci sotto la cintura. Gli eventi di questi ultimi trent’anni dimostrano che per noi si è aperta una nuova fase, rispetto alla quale non abbiamo ancora le risposte”.
Quindi, la lettura del libro di Cristiano Zagari è per tutti uno stimolo a cercare le risposte da cui ripartire per costruire un futuro migliore per l’umanità.

Salvatore Rondello

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