domenica, 21 Luglio, 2019

Tria difende le banche. Italia verso crescita zero

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Il ministro dell’Economia e Finanza Giovanni Tria, a Firenze è intervenuto al Festival dell’Economia civile. Tria ha spiegato: “Una manovra correttiva? Nessuno ce la chiede. In questi giorni si approveranno i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento di economia e finanza”.
Il responsabile dell’Economia è tornato anche a parlare di banche: “Attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio la sua solidità ma anche la sua resilienza e porre un sospetto su questo, significa avallare una delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà. E significa minare l’interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all’unione bancaria. A parte alcuni casi, che sono veramente pochi, di mala gestione delle banche italiane, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d’Europa e forse del mondo. Dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee, in primo luogo tedesche”.

Sulla crescita Tria, rispondendo alla provocazione del direttore del Festival dell’Economia, Lorenzo Bechetti, ha detto: “E’ necessaria e non sufficiente, ma ci vuole. Se guardiamo al tipo di crescita, questa può essere non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve dunque una crescita equilibrata e non squilibrata, altrimenti si ha un impatto anche sociale. Inseguiamo la stabilità finanziaria ma non può esserci senza stabilità sociale”.
Lorenzo Bechetti, aveva parlato di Bil, il benessere interno lordo.
Sarebbe sceso a nuovi minimi da quasi sei anni, l’attività del settore manifatturiero in Italia. A marzo, il relativo indice rilevato da Ihs Markit ha segnato un ribasso a 47,4 punti da 47,7 di febbraio aggiornando i minimi da maggio 2013. I nuovi ordinativi hanno evidenziato un ribasso 44,9 da 46,1 di febbraio, toccando il livello più basso da aprile 2013.

Il responsabile dell’Economia ha anche affermato: “La parte più produttiva dell’Italia è ferma. In questo momento c’è un rallentamento della crescita in Europa, perché si è fermato il motore, la Germania, e conseguentemente si è fermata anche la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta. Il problema è che l’Italia da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d’Europa, significa che la nostra economia è allo ‘zero’ mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento. In Italia c’è voglia di fare, non di piangersi addosso. C’è una spinta che vuole fare e togliere ‘lacci e lacciuoli’, come si diceva negli anni 70-80. Il punto di partenza di ogni provvedimento e decisione sarà tenere sotto controllo la corruzione e le patologie che si possono presentare. Bisogna avere equilibrio perché in Italia non ci sia più corruzione rispetto ad altri Paesi: magari c’è più contrasto e quindi i fenomeni emergono di più. In Italia, ho sempre detto, si è legiferato soltanto per la patologia della situazione e non per la fisiologia… Poi, si combattono le patologie ma nessuno vuole lo stato di polizia, una dittatura. La crescita in Italia nel 2019 si avvia verso lo zero”.

Il ministro Tria ha osservato: “Abbiamo un problema di crescita e dietro c’è una caduta di fiducia. L’incertezza creata dalla polarizzazione dell’economia creata a livello internazionale non si traduce in investimenti privati e neanche in investimenti pubblici. Per avere beni pubblici ci vogliono investimenti”.
Nel corso del suo intervento, Tria ha sottolineato: “Siamo ancora scioccati dalla crisi finanziaria del 2008, che ha avuto riflessi sulla crisi economica. Ora, forse, non ci stiamo accorgendo che questa volta la crisi economica ci sta precedendo e che probabilmente avrà conseguenze sulla crisi finanziaria”.

Tria ha spiegato: “La crisi bancaria italiana viene dalla seconda recessione e li è venuto fuori il problema perché le regole internazionali si sono molto irrigidite, ponendo oneri al sistema bancario, e quello italiano era molto indebolito. Ora il sistema bancario italiano si è consolidato e gli npl si sono ridotti di molto, dimezzati”.
Quanto al dibattito sulle riserve auree di Bankitalia, Tria ha detto: “E’ una questione che è già stata discussa e digerita. Ho già dichiarato in passato”.
Tria è uscito allo scoperto e con coraggio ha criticato le affermazioni dei due vicepremier, prendendo atto della realtà.

Salvatore Rondello

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