domenica, 21 Luglio, 2019

ULTIMA SPIAGGIA

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Ultima spiaggia per il governo italiano della ricerca di un quasi impossibile escamotage per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo Oggi il ministro dell’Economia Giovanni Tria è volato a Lussemburgo per la riunione dell’Eurogruppo. Al suo arrivo il titolare dell’Economia ha dovuto fare l’equilibrista esibendosi in una serie di dichiarazioni che da una parte non urtassero la pazienza della Commissione europea e dall’altra non facessero degenerare ulteriormente i rapporti interni dell’esecutivo soprattutto dopo la brusca interruzione del Cdm di ieri con Salvini migrato sul tetto del Viminale a intraprendere dirette Facebook tra i voli radenti dei gabbiani.

Tria ha infatti garantito non ci sarà una manovra correttiva e ha sottolineato di non essere “mai stato contrario alla Flat Tax”. Ma il problema ovviamente sono le risorse da trovare sia per evitare l’infrazione che per la flat tax. Sulla seconda Tria ha già detto che in deficit non è il caso di farla. Ma per rientrare sul debito i soldi servono. E anche tanti. Evitare ora una manovra correttiva vuol dire sottoporre il paese a una manovra lacrime e sangue a fine anno.

Tria a Bruxelles avrà il primo bilaterale posto elezioni europee e post procedura contro l’Italia con il vicepresidente della Commissione Dombrovskis, che ha la delega sull’euro. Dombrovskis è considerato il falco della squadra Juncker. Rigido sui conti come pochi, probabilmente verrà riconfermato commissario anche nella prossima commissione europea vanificando, se così fosse, le speranze di Salvini e Di Maio di trovarsi davanti a nuovi “giudici” più soft e comprensivi per chi non è stato bravo con i compiti. Dombrovskis lo ha detto chiaramente: “Ascolterò gli elementi aggiuntivi che presenterà il ministro” Tria, ma all’Italia serve una “correzione sostanziale dei conti”.

Ma anche il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, portoghese e dunque rappresentante di un paese più possibilista verso aperture di flessibilità, non si sbilancia a favore dell’Italia. Insomma l’aiuto europeo sembra poco probabile perché i partner europei si aspettano da Roma una manovra correttiva che rimetta il paese sul cammino giusto per ridurre il debito, manovra che poi sia seguita da un altro sforzo nella legge di stabilità per l’anno prossimo. Sono le condizioni per evitare la procedura che potrebbe scattare alla riunione del consiglio dei ministri economici (Ecofin) il 9 luglio prossimo. Sono rassicurazioni che però non stanno arrivando dall’Italia. Anzi le parole che arrivano dal nostro paese vanno in senso del tutto opposto.

Un concetto espresso anche della Commissario agli affari economici Pierre Moscovici. “Se l’Italia vuole evitare la procedura di infrazione deve portare al tavolo della trattativa nuove cifre. Vogliamo evitare una procedura di deficit eccessivo per debito. Credo che oggi i ministri delle finanze confermeranno il loro sostegno all’analisi della Commissione che dimostra che in questa fase è giustificata. Per evitarlo, abbiamo bisogno di fatti, cifre e dati che mostrino chiaramente che l’Italia è sulla buona strada per il 2019 e 2020 e rispetta le regole”. “Non si tratta di intenzioni – concluso – si tratta di fatti, cifre, dati. È quello che mi aspetto”.

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