domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Appalti senza gara. Confapi: “Così si devasta il settore dell’edilizia”

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Procedure senza gara nel settore dei lavori pubblici triplicate nel quarto trimestre
2020 rispetto al primo semestre, per un ammontare di 2,2 miliardi, secondo i dati
dell’Osservatorio del Cresme che “fotografa” l’impatto del decreto Semplificazioni sul
settore degli appalti. Un dato generale che risulta ancor più allarmante se
disaggregato per fasce di importo.
Il Presidente di Aniem Lazio e Vicepresidente di Confapi Roma, Riccardo Drisaldi
commenta: “I dati che emergono dall’ultimo Osservatorio del Cresme confermano
purtroppo i nostri timori. Il settore dell’edilizia, ad alta concentrazione di piccole e
medie imprese, sta abbandonando la concorrenza, la trasparenza, la qualità. Affidare i
lavori senza gara contraddice ogni prospettiva di crescita strutturale del settore e di
incentivo ad investire sulla qualificazione professionale. In questo modo la
semplificazione coinciderà con la devastazione di un sistema di imprese”.
Secondo il Cresme, per i lavori sotto soglia (lavori da 150.000 a 5 milioni) gli
affidamenti senza gara passano dai 431 milioni medi per trimestre della prima parte
dell’anno a 1.031 miliardi avviati all’appalto senza gara. Nella fascia sopra i 5 milioni
di euro le procedure negoziate con bando e senza bando crescono addirittura di ben
sei volte.
Massimo Tabacchiera, Presidente di Confapi Lazio esprime così il suo sconcerto:
“Sappiamo quanto il settore dell’edilizia rivesta un ruolo centrale e trainante sul
sistema economico ed occupazionale, ma uno sviluppo strutturato del settore deve
necessariamente passare per una sana e corretta concorrenza. Per anni, la trattativa
privata è stata demonizzata, ora non può essere diventata la panacea per semplificare
ed accelerare le procedure: gli affidamenti devono avvenire con gare aperte,
trasparenti e finalizzate a far emergere la miglior offerta”. “In un momento in cui il
settore delle costruzioni sta ripartendo – conclude Massimo Tabacchiera – e sono in
arrivo ulteriori enormi investimenti, è indispensabile intervenire sulle regole del gioco,
per evitare ulteriori distorsioni del mercato”.
Aggiunge Riccardo Drisaldi: “Come abbiamo già in passato sostenuto, le procedure
aperte, con i criteri di esclusione automatica delle offerte anomale, costituiscono
l’unica modalità per un mercato aperto, libero e trasparente. Tra l’altro, molto spesso
il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa non
garantisce nemmeno il calmieramento dei ribassi, motivazione spesso utilizzata per
indirizzare le scelte su tale criterio di aggiudicazione che, come noto, lascia ogni più
ampia discrezionalità alle stazioni appaltanti”.

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