mercoledì, 30 Settembre, 2020

Trump, TikTok a Microsoft un cavallo di Troia per le elezioni

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L’intenzione di Microsoft di acquistare di TikTok potrebbe sembrare non in linea con gli interessi e la storia della società fondata nel 1975 da Bill Gates. Tuttavia, mettere le mani sulle attività statunitensi, canadesi, australiane e neozelandesi del social della cinese Bytedance le darebbe un nuovo slancio nel redditizio business dei social network e ridisegnerebbe una buona fetta del mercato digitale, portando la società guidata dal 2014 da Satya Nadella a competere direttamente con gli altri big americani del settore: Facebook e Google.

La conferma da parte di Microsoft di voler andare avanti nella trattativa è arrivata sul blog ufficiale dell’azienda poco dopo un colloquio telefonico tra il presidente americano Donald Trump e Nadella.
In una nota della società di Bill Gates, si legge: “Microsoft apprezza il coinvolgimento personale del governo degli Stati Uniti e del presidente Trump, intenzionato a continuare la sua azione a protezione della sicurezza del Paese”. L’operazione potrebbe concludersi entro il 15 settembre. Microsoft assicura inoltre che tutti i dati degli utenti americani di TikTok saranno trasferiti negli Stati Uniti al fine di tutelare privacy e sicurezza. A conferma che Seattle ci tiene a fare di tutto per tendere una mano a Washington. La Casa Bianca ha apprezzato e concesso 45 giorni alla società per chiudere l’affare.

È proprio sui dati che si gioca tutta la partita, quella geopolitica, economica ed anche per le elezioni presidenziali. Secondo molti analisti, la strategia di Microsoft punta all’accesso a quel fiume di informazioni prodotto dalla piattaforma. Difficile stimarne il valore, ma è piuttosto intuitivo dedurre che buona parte della valutazione di TikTok (circa 100 miliardi dopo l’ultimo aumento di capitale) sia basato proprio sulla sua capacità di generare informazioni su preferenze, intenzioni, passioni e quindi propensione all’acquisto dei circa 800 milioni di utenti iscritti alla piattaforma, 100 dei quali solo negli Usa. La stragrande maggioranza di questi sono giovani e giovanissimi.
È vero che Microsoft già possiede LinkedIn, acquistato nel 2016 per 26 miliardi, ma il pubblico di TikTok, nel medio e lungo periodo potrebbe essere assai più redditizio. Questo asset potrebbe essere usato in vario modo. Se l’azienda sa bene come commercializzare i propri software, e ultimamente hardware e cloud, i dati di TikTok potrebbero aiutare la società nell’analisi del comportamento degli utenti per migliorare i servizi ai consumatori.
Secondo alcuni esperti, TikTok potrebbe addirittura influenzare il modo in cui gli altri servizi vengono sviluppati in azienda, con un’insperata serie di informazioni dirette sulle future generazioni di lavoratori e consumatori. Non a caso Microsoft ha assicurato che non modificherà TikTok in alcuna delle sue funzioni. Molto probabilmente la gestione resterebbe separata dal resto dell’azienda, un pò come è accaduto con LinkedIn o Github.
In entrambi i casi si è trattato di una strategia vincente. Ripetere questo modello con TikTok potrebbe cambiare le carte in tavola del mercato dei social. TikTok sarebbe una società americana gestita da un board made in Usa in diretta concorrenza con Facebook , Twitter e soprattutto con YouTube, l’altro big dei social, l’unico rimasto in casa Google dopo la chiusura di Google Plus.
Anche Facebook è stato sempre nel mirino di Microsoft. Nel 2007 la società allora guidata da Bill Gates ci ha anche investito 204 milioni, quando era in corso la sua crescita esponenziale. Ma ogni tentativo di emularne la scalata è stato fallimentare (come il social So.cl, creato nel 2012 e chiuso 5 anni dopo). Oggi ha la possibilità di trovarsi in mano, per un articolato gioco politico, una nuova ‘gallina dalle uova d’oro’ dell’era digitale. In un colpo solo Microsoft centrerebbe due obiettivi: competere con la creatura di Mark Zuckerberg e trovarsi proiettata nella corsa per i video online.
L’accordo con TikTok farebbe di Microsoft uno dei protagonisti assoluti dei social media e del mercato della pubblicità online per le decadi a venire. L’acquisizione del gioiello cinese significherebbe per Trump una vittoria su Pechino da spendere bene in campagna elettorale. Per il presidente, TikTok è un cavallo di Troia della propaganda del Partito comunista cinese negli Stati Uniti.
Metterlo in mani americane disegnerebbe uno scenario vincente sia per Nadella, che coronerebbe così un antico sogno di Microsoft, che per l’inquilino numero uno della Casa Bianca. Resta il dubbio su cosa farà Bytedance. In realtà la società aveva già fatto qualche concessione all’ipotesi di vendita. L’amministratore delegato Zhang Yiming si è detto comunque contrario alla decisione di Trump, che inizialmente minacciava di chiudere il social, ma ha lasciato aperto uno spiraglio alla trattativa, senza mai citare Microsoft.
Difficile dire se il pugno duro di Trump fosse solo tattica, ma la strategia potrebbe risultare vincente nei prossimi giorni.

Donald Trump, venerdì scorso ha annunciato l’intenzione di vietare il social network cinese nel Paese.
I negoziati di Microsoft con Bytedance, società madre di TikTok, sono già in corso.
La fonte sulle trattative sarebbe una notifica che entrambe le aziende hanno inviato alla Commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (Cfius), in cui hanno comunicato la loro intenzione di esplorare una proposta preliminare che implicherebbe l’acquisto del servizio TikTok negli Stati Uniti Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

In una nota della società americana, si legge: “Durante i colloqui, Microsoft spera di continuare il dialogo con il governo degli Stati Uniti, incluso il presidente”. La società ha dichiarato di poter eventualmente invitare altri investitori statunitensi a partecipare all’acquisto con una quota di minoranza. L’acquisizione sarebbe soggetta a una revisione completa della sicurezza e alla garanzia di benefici adeguati per gli Stati Uniti. In tal senso, Microsoft avrebbe assicurato che tutti i dati privati ​​degli utenti TikTok statunitensi vengano trasferiti negli Stati Uniti e rimossi dai server al di fuori del Paese dopo il trasferimento.
Sulla questione era intervenuto domenica anche il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ricordando che Trump potrebbe forzare una vendita o bloccare TikTok, perchè comporta rischi per la privacy degli americani.
Mnuchin, che guida la Cfius, ha aggiunto di aver parlato della questione con i leader del Congresso, tra i quali la speaker della Camera, Nancy Pelosi: “Siamo tutti d’accordo sul fatto che ci debba essere un cambiamento”.

Il presidente (Donald Trump) può forzare una vendita o può bloccare l’applicazione grazie all’Ieepa (International Emergency Economic Powers Act), la norma che autorizza il presidente a bloccare le transazioni e congelare i beni se ritiene che vi sia una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale o l’economia del Paese.
Nel week end, il Wall Street Journal aveva reso noto che Microsoft ha interrotto le trattative con Bytedance dopo che il presidente Trump aveva annunciato di voler porre il veto. Però potrebbe trattarsi di una mossa strategica al ribasso sul prezzo di acquisto.
La questione si iscrive nel più ampio momento di tensione tra Usa e Cina, una fase critica mai raggiunta dal 1979, quando i due Paesi stabilirono relazioni diplomatiche, che è culminata nelle scorse settimane con la chiusura dei consolati (prima a Houston e poi a Chengdu).
Dunque, molto probabilmente, per di limitare i danni, i cinesi potrebbero cedere il ramo di TikTok operante negli Stati Uniti alla Microsoft. Così Donald Trump si troverebbe negli ultimi 45 giorni precedenti il giorno delle elezioni presidenziali un importante alleato ed un nemico in meno sui social. Ma poiché la posta in palio è molto alta, non si possono escludere altri colpi di scena.

 

Salvatore Rondello

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