mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Truppe e parole in libertà, Governo in collisione

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È un Esecutivo sui generis, si era capito subito, da quando si sono visti due Vicepremier di cui uno che esce spesso dal proprio ruolo di Ministro degli Interni e sconfina negli altri ministeri. Stavolta però è stato il ministro Elisabetta Trenta, alla Difesa, a imbarazzare poiché avrebbe dato disposizione al Comando Operativo di Vertice Interforze (Coi) di avviare la pianificazione per il ritiro delle truppe italiane in Afghanistan, il tutto senza coordinarsi o comunicarlo al resto del Governo.
All’inizio il gelo, la prima a comunicare di aver avuto notizie al riguardo solo dalla stampa è la Farnesina.
“Lo apprendo adesso che lo avrebbe detto oggi. Non ne ha parlato con me”. Così il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha risposto ad una domanda sull’annuncio della Difesa di aver avviato una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan entro l’anno. “Non appena torno a Roma – ha aggiunto il titolare della Farnesina in visita a Gerusalemme – o non appena dovessi sentire il ministro Trenta, ne riparleremo”. Sulla stessa scia gli alleati leghisti che non sembrano aver gradito le iniziative della collega pentastellata, tuttavia sono anche consapevoli che si va verso le europee, infatti adesso in ambienti vicini al vicepremier Matteo Salvini si cerca di gettare acqua sul fuoco facendo emergere in chiaro più che altro una posizione attendista: “Facciamo quel che serve per riportare pace e stabilità. Al momento nessuna decisione è stata presa ma solo una valutazione da parte del ministro per competenza”.
Nel frattempo il Movimento prova a serrare i ranghi e a difendere il suo ministro. “Non esiste alcuna irregolarità nell’operato del ministro che ha semplicemente dato seguito a un orientamento politico che si adegua al mutamento degli scenari politico-militari e che comunque non mette minimamente in discussione il nostro impegno internazionale”. Così in una nota i parlamentari 5 Stelle nelle commissioni Esteri di Camera e Senato.
Ma dall’opposizione non si manca di far notare come il duello elettorale nel governo tra i due alleati sia ormai evidente dopo Tav e caso Diciotti.
“Apprendiamo ancora una volta da fonti di stampa quello che il Ministro della Difesa Trenta dovrebbe dire in Parlamento. In questo caso si tratta dell’annuncio del ritiro entro un anno del nostro contingente in Afghanistan. Ricordiamo che solo poche settimane fa le Camere hanno approvato alla unanimità la partecipazione dell’Italia a questa ed alle altre missioni internazionali per l’anno 2018. Il governo, prima di proporre le sue determinazioni per l’anno 2019, farebbe bene a considerare che in materia di politica estera e di difesa, la continuità ed il consenso delle scelte rappresentano, nell’interesse del Paese e dei suoi Militari, un bene prezioso, un bene da coltivare e non certo da distruggere. Annunci e decisioni sbagliate possono compromettere la sicurezza dei nostri contingenti impegnati all’estero e la stessa sicurezza dell’Italia e dell’Occidente” hanno dichiarato in una nota congiunta i deputati di Forza Italia della Commissione Difesa della Camera.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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