mercoledì, 28 Ottobre, 2020

TTIP, un Trattato
con mille dubbi

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TTIPIeri il TTIP, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, ha aperto le porte al pubblico. Presso il Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli i parlamentari europei Tiziana Beghin, Eleonora Forenza e il negoziatore dell’accordo, Luca De Carli, si sono confrontati con i partecipanti alla conferenza “#TTIPXTE? Parliamone!”. L’evento è stato organizzato dall’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo insieme all’associazione ItaliaCamp ed in collaborazione con la rappresentanza in Italia della Commissione europea. Tre gli argomenti dibattuti: ambiente e cultura, produzione industriale e tutela del lavoro e infine risoluzione delle controversie. Le perplessità, formulate sopratutto da studenti e dottorandi, intorno alla prima tematica sono state molteplici. Ci si è chiesto come sia possibile realizzare un accordo tra aree così differenti in materia di trattamento del cibo. L’ipotesi che sul mercato europeo circolino alimenti ritenuti di dubbia sicurezza , come OGM, prodotti da multinazionali statunitensi, spaventa l’opinione pubblica. In materia industriale si teme che, liberalizzando il commercio, le piccole imprese sarebbero schiacciate da grandi multinazionali e corporation. Quanto al tema delle soluzione delle controversie – molte sono state le domande su questo aspetto – è emersa un’importante novità: il Parlamento europeo ha infatti proposto l’istituzione di una Corte di investimenti. La Corte sarebbe composta da due organi: il primo presieduto da 15 giudici, di cui cinque statunitensi, cinque europei e cinque esterni; il secondo retto da altri sei giudici.

Questo meccanismo verrebbe adottato al posto dell’ISDS (Investor-state dispute settlement ), strumento di diritto pubblico internazionale che garantisce ad investitori stranieri il diritto di dar corso a procedimenti di fronte ad una corte arbitrale commerciale per risolvere controversie nei confronti dei Governi degli Stati “ospite”.

Gli argomenti controbattuti tanto dal pubblico quanto delle europarlamentari Beghin e Forenza sono stati protagonisti delle contestazioni degli ultimi mesi nelle maggiori città europee. Emblema questo di una società civile sempre più critica, partecipe ed intenzionata a far valere i principi che hanno caratterizzato la nostra Unione sin dalla sua nascita.

L’accordo TTIP è in corso di trattazione dal luglio del 2013. Lo scopo ormai è chiaro: integrare il mercato europeo con quello statunitense per mezzo dell’eliminazione di barriere tariffarie, tutelando gli investimenti e liberalizzando i servizi. Per quanto riguarda le barriere non tariffarie, il trattato mira a ridurle. Si prefissa poi di migliorare le normative per agevolare gli scambi di import ed export. Secondo i sostenitori il Partenariato stimolerà la crescita economica, incrementerà l’occupazione e accrescerà la leadership europea nel commercio mondiale. Se approvato, l’accordo creerà la più grande area di libero scambio al mondo spingendo tutti gli altri Paesi ad adeguare i propri standard ai livelli qualitativi occidentali. Le 28 nazioni dell’Ue e i 50 S Le 28 nazioni dell’Ue e i 50 Stati Usa rappresentano, infatti, circa la metà del PIL mondiale e un terzo del commercio globale. Questo accordo influenzerà un totale di 820 milioni di cittadini.

L’incontro tenuto a Napoli ha favorito l’informazione su tematiche di cui tutti devono essere a conoscenza. Conoscere per essere in grado di giudicare se l’accordo ha lo scopo di generare progresso per tutti o solo per le poche e grandi multinazionali.

Francesca Fermanelli

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