giovedì, 2 Luglio, 2020

Tunisi, l’ambasciata italiana commemora Lina Ben Mhenni

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Nei giorni scorsi le è stato intitolato un ulivo nel Giardino dei giusti situato all’interno dell’Ambasciata italiana a Tunisi, dove l’Ambasciatore Lorenzo Ferrara l’ha ricordata. È stato solo l’ultimo omaggio al ricordo di Lina Ben Mhenni, l’attivista blogger, simbolo della rivoluzione dei gelsomini del 2011, scomparsa, a soli 36 anni, in seguito alle complicazioni di una grave malattia, il 27 gennaio 2020. La sua figura, la sua vita e il suo impegno per la difesa dei diritti civili, la promozione della democrazia, la lotta alla corruzione, fanno ormai parte della storia della Tunisia moderna.
Dissidente politica non esitò a sfidare il regime di Ben Ali, denunciando i soprusi contro i suoi connazionali con un attenzione particolare verso la condizione femminile. Figlia del militante e esponente socialista Sadok Ben Mhenni, ha seguito come giornalista tutte le fasi della rivoluzione a partire da quando il tunisino Mohamed Bouazizi nel dicembre 2010 si diede fuoco per protestare contro le condizioni economiche e sociali del Paese e innescò quella protesta sfociata poi nella rivoluzione che cambiò il volto della Tunisia. Fu anche proposta per il Nobel per la pace e ricevette numerosi riconoscimenti a livello giornalistico. I giovani che insieme alle donne sono stati il motore del movimento rivoluzionario sono sempre stati il suo punto di riferimento nelle sforzo di modernizzare la società e di conciliare il rispetto della tradizione e del credo religioso con la salvaguardia della libertà. La condizione femminile e’ stata sicuramente uno degli aspetti seguiti con più attenzione da Lina Ben Mhenni. Oltre ai principi di uguaglianza e pari opportunità espressi della nuova Costituzione del 2014 l’approvazione di alcune leggi si è rivelata fondamentale per la promozione dei diritti delle donne tunisine, come quelle riguardanti i diritti ereditari, la violenza domestica, l’ abolizione del matrimonio riparatore, la possibilità di sposare un uomo di qualsiasi religione. Un cammino, quello dell’ emancipazione , ormai inarrestabile e sempre seguito e appoggiato da Lina Ben Mhenni.
Ma soprattutto verrà ricordata per l’ amore che ha sempre dimostrato verso il suo Paese, amore che negli ultimi anni della sua vita l’ ha fatta rimanere in Patria, nonostante le avessero consigliato di andare all’estero per curare meglio la sua malattia. Il suo posto, come lei diceva, era in Tunisia, a fianco dei giovani e delle donne che lottavano per garantire un domani migliore ai tunisini.

Alessandro Perelli

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