venerdì, 30 Ottobre, 2020

Turchia. Ebru Timtik, morire di fame per i diritti umani

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Ha resistito per 238 giorni Ebru Timtik senza toccare cibo. Protestava per chiedere un processo equo. Il suo cuore alla fine non ha retto, un arresto cardiaco ha posto fine alla sua giovane vita. La coraggiosa avvocata per i diritti umani, membro del People Right Bureau (HHB) è morta il 27 agosto, nel tardo pomeriggio, nell’ospedale dove era stata ricoverata, dopo il trasferimento dalla prigione numero 9 a Silivri.
In carcere dal 2018 con una condanna a 13 anni per reati connessi al terrorismo, Ebru Timtik era in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale e aveva dato inizio al percorso, tristemente diffuso negli ambienti della sinistra radicale ed antagonista, dello sciopero della fame, assieme a un altro avvocato e compagno di lotte, Ayraç Unsal,, Ebru Timtik reclamava un processo equo, in quanto l’accusa nei suoi confronti si basava sulla testimonianza di una persona che successivamente si era dichiara non in attendibile a causa delle sue condizioni mentali.
L’Avvocata era stata arrestata insieme a altri 18 colleghi per il suo impegno nella difesa dei diritti civili in Turchia. La Corte costituzionale turca aveva respinto la richiesta di rilascio a scopo precauzionale sia per lei sia per il collega Aytaç Ünsal, entrambi in sciopero della fame, nonostante le loro condizioni di salute fossero già molto critiche. Per la Corte non ci sarebbero state “informazioni o reperti disponibili in merito all’emergere di un pericolo critico per la loro vita o la loro integrità morale e materiale con il rigetto della richiesta per il loro rilascio”.

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