venerdì, 20 Settembre, 2019

Turchia, la politica di minaccia di Erdogan non funziona più

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Erdogan non vive più sonni tranquilli sul piano interno ma prosegue l ‘espansione politica sul piano internazionale. I finanziamenti ottenuti dall’ Europa per il contenimento del flusso migratorio costituiscono un’arma che il Presidente turco sta utilizzando in modo intelligente per aumentare la sua credibilità quando addirittura non usa per ricattare i Paesi dell’ Europa minacciando  di aprire i suoi confini a imponenti flussi di clandestini che “invaderebbero” i suoi territori.

Ma Erdogan  rafforza notevolmente la presenza turca nei Balcani, rinnovando quella che era stata la stare gia dell’ Impero ottomano.  Cospicui  finanziamenti turchi sono stati recentemente attuati soprattutto sul piano culturale  con la realizzazione di due universita’in Bosnia Erzegovina  e di scuole private in Albania. La presenza musulmana  nell’area balcanica  viene particolarmente finanziata anche se proprio  domenica  8 settembre, nonostante  l ‘ appello al boicottaggio  giunto da tutte le moschee,  si è svolto con successo il primo Gay Pride a Sarajevo. Ma anche sul piano delle infrastrutture, gli investimenti turchi sono di grande importanza come dimostra  l ‘accordo firmato  il 5 gennaio  di questo anno tra i Ministri  delle infrastrutture serbo e turco per la realizzazione dell’ autostrada Belgrado Sarajevo che sarà costruita  da una società turca. E non si può dimenticare la forte presenza  nel Porto di Trieste, dove al molo VI,  vi è il capolinea  dell’ autostrada del mare Trieste  Istanbul Smirne  e dove la società turca che gestisce i traffici ha raddoppiato  i cospicui arrivi di navi-container che costituiscono ormai più di un terzo di tutti i traffici dello scalo Adriatico. Ma sul piano interno  la situazione si fa sempre più complicata per il dittatore turco. Dopo aver sventato col sangue e la repressione il colpo di stato del 2016 di parte delle forze armate, Erdogan ha riempito le carceri di oppositori politici e ha attuato una forte penalizzazione dei più elementari diritti civili Ma sul piano elettorale questa politica non ha pagato. Clamoroso è stato il risultato nelle recenti elezioni amministrative   dove a Istanbul è risultato vincitore Ekrem Imamoglu  contro il candidato del partito di Erdogan nonostante le elezioni siamo state ripetute in seguito a una sentenza della magistratura. E tutti conoscono l’importanza e il ruolo  di Istanbul negli equilibri politici e economici della Turchia. Ma c’è di più. Proprio negli ultimi giorni Imamoglu , leader  del partito che fu di Ataturk, ha incontrato con una mossa  che ha colto tutti di sorpresa alcuni sindaci curdi.  Nulla ancora di  ufficiale  ma se si realizzasse  un’ alleanza  elettorale tra  il Chp di Imamoglu e il partito  popolare curdo, vera spina nel fianco  di Erdogan, gli equilibri  politici in Turchia sarebbero completamente rivoluzionati.

Alessandro Perelli 
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