mercoledì, 18 Settembre, 2019

Turchia, la retata di Erdogan contro i giornalisti

1

Turchia-Erdogan-giornalisti“Quello che sta succedendo in Turchia fa parte del processo di normalizzazione”, così il presidente turco Erdogan ha commentato l’arresto di ieri dei giornalisti di una serie di testate e personaggi dell’impero mediatico Samanyolu, vicino a Fethullah Gulen. Lo ha detto oggi davanti ai giornalisti durante la cerimonia di inaugurazione di una raffineria a Izmit, dichiarando così esplicitamente che la retata fa parte dell’offensiva del partito Giustizia e sviluppo (Akp) contro il movimento fondato dallo studioso islamico Fethullah Gulen, nemico giurato dell’attuale presidente.

L’arresto, avvenuto ieri mattina (domenica 14 dicembre), riguarda 27 persone, di cui 14 giornalisti legati al movimento Hizmet. Tra i nomi coinvolti spicca quello di Ekrem Dumanlı, caporedattore del quotidiano Zaman. Uno dei giornali più letti dai turchi, ma anche il uno dei quotidiani più avversi al governo di Akp. In questo modo e a un anno esatto dalla denuncia della tangentopoli turca, si è consumata dunque la vendetta del presidente Erdoğan.

Turchia-giornalisti-arrestatiMa è solo uno degli aspetti di quella “normalizzazione” avviata dal Presidente Erdogan che ha riguardato persino le alte sfere delle istituzioni come l’arresto del capo di stato maggiore della difesa Ilker Basbug, accusato di essere implicato nell’affare Ergenekon, detta la Gladio turca, e di essere coinvolto in un tentativo di colpo di Stato contro l’attuale governo Edogan. Il timore di un colpo di Stato è alla base della nuova retata della polizia che ha fermato, in 13 diverse città, e interrogato i giornalisti con l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica. Le 27 persone arrestate, secondo l’Akp, fanno parte di una rete che costituisce uno “Stato parallelo”, alcuni sono accusati di frode e calunnia. Già un anno fa, infatti, dopo gli arresti ai danni dell’amministrazione del presidente, Erdogan aveva parlato di “guerra sporca” nei suoi confronti e di “uno Stato nello Stato”, facendo un vago riferimento a non meglio precisate “forze straniere”.

Turchia-proteste-arresto-giornalistiLa comunità internazionale ha condannato unanime l’arresto, a partire dall’Ue, l’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione, Federica Mogherini, infatti, ha criticato l’arresto perché va “contro i valori europei e gli standard a cui la Turchia aspira di fare parte”. A fare eco a Lady Pesc il ministro Paolo Gentiloni: “Ci sono alcuni diritti fondamentali, come la libertà di espressione, che fanno parte dei valori fondamentali dell’Ue e facciamo presente che sono principi inderogabili”.
Ma Erdogan non accetta critiche e ha esortato l’Unione europea ad “occuparsi dei fatti propri”.

Maria Teresa Olivieri

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply