mercoledì, 30 Settembre, 2020

Turismo. A luglio il rosso è sempre più profondo

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Anche a luglio le presenze negli alberghi hanno fatto registrare un crollo vertiginoso del 51%.
Il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando le risultanze dello osservatorio turistico alberghiero che da oltre trent’anni monitora mensilmente il mercato, ha detto: “I dati del mese di luglio parlano da soli e sono ben lontani dalla narrazione favolistica che qualcuno si ostina a rappresentare”.
In particolare a luglio, gli stranieri sono ancora assenti (-76,4%) e il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (-24,5%). Ancor più tragico è il consuntivo dei primi sette mesi: nel periodo che va da gennaio a luglio le presenze sono calate del 67%, con una riduzione del 57,5% dei turisti italiani e del 76,7% dei turisti stranieri.

Le strutture turistico ricettive italiane hanno perso oltre 159 milioni di presenze fino ad oggi. Dalle proiezioni sull’intero 2020, ulteriori 116 milioni di presenze mancheranno all’appello.  Il presidente di Federalberghi ha osservato: “Una tale catastrofe non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il Governo si appresta ad emanare. Alcuni punti del provvedimento sono a dir poco deludenti e, se non interverranno modifiche,  arrecheranno ben pochi giovamenti alle imprese del Turismo. Ad esempio, riservare gli esoneri contributivi alle imprese che cessano del tutto il ricorso alla cassa integrazione, significa non aver capito che l’uscita dal pantano sarà faticosa e graduale: non è realistico pensare che un albergo dall’oggi al domani possa richiamare in servizio tutto il personale. E se sarà confermato l’intendimento di riconoscere gli incentivi unicamente per le assunzioni a tempo indeterminato, saranno escluse tutte le attività stagionali. Da mesi ci sgoliamo per chiedere di correggere una formulazione della norma sull’IMU, per tener conto delle esigenze delle imprese in affitto. E’ esasperante constatare la disattenzione che si registra nei confronti di questo problema. Chiediamo inoltre che i bar e i ristoranti degli alberghi non vengano discriminati e possano godere delle medesime agevolazioni che sono state previste per tutti gli altri pubblici esercizi e per gli agriturismo”.
Bernabò Bocca, infine, ha concluso: “Ieri sera abbiamo presentato un insieme di suggerimenti che, senza stravolgere l’impianto del decreto, consentirebbero di recepire alcune istanze di primaria importanza. Al Governo chiediamo una risposta concreta e tempestiva”.
Alessio Villarosa, Sottosegretario all’Economia, ha replicato: “Verrà abolita la seconda rata dell’Imu a carico delle strutture ricettive, degli alberghi dei campeggi, ed anche degli stabilimenti. La misura sarà estesa anche a fiere; cinema e teatri, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attivita; in quest’ultimo caso la misura è prevista anche per il 2021 e 2022”.

Il problema in realtà non riguarderebbe soltanto all’Imu. Ci sono anche tutte le attività collegate al turismo che sono coinvolte come la ristorazione, gli stabilimenti balneari, i trasporti (tassisti inclusi di cui non si è parlato), i prodotti dell’artigianato turistico e dei ‘souvenir’, le entrate per i musei, le guide turistiche, gli stabilimenti termali, etc… Tutte attività che coinvolgono numerose persone che con il loro lavoro traggono il sostentamento per se e per le loro famiglie.

 

S. R.

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