mercoledì, 12 Agosto, 2020

TUTTI A CASA

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Colpa del Governo precedente, mai come in questi casi è vero un adagio, diventato ormai antico. L’ex ministro del Mise Di Maio ha trascurato e non è riuscito a risolvere la questione Whirlpool della ‘sua’ Napoli, che proprio l’altro ieri ha festeggiato i dieci anni del Movimento di cui è Capo politico. Eppure Carlo Calenda, a capo del Mise prima di lui, era riuscito, con fermezza, a evitare i licenziamenti dello stabilimento torinese di Embraco.
Non solo Di Maio ha trascurato le numerose vertenze sindacali, non riuscendo a gestire i tavoli di crisi, ma il suo successore, Stefano Patuanelli, si è ritrovato con in mano la ‘cattiva gestione’ precedente, con l’aggravante di essere dello stesso Movimento di Di Maio.
A pagarne ancora una volta i lavoratori, tutti a casa tra due settimane, il 1 novembre. “Whirlpool Emea prende atto con grande rammarico della mancata disponibilità da parte del Governo a discutere il progetto di riconversione del sito. Tale progetto, come più volte sottolineato, rappresenterebbe l’unica soluzione in grado di garantire la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità nel lungo periodo dello stabilimento di Napoli”. Così in una nota il gruppo Whirlpool Italia commenta l’incontro con il premier Giuseppe Conte oggi a palazzo Chigi sulla cessione dello stabilimento di Napoli.
“Vista l’impossibilità di una discussione sul merito del progetto di riconversione e i mesi di incontri che non hanno portato ad alcun progresso nella negoziazione – si legge – l’azienda, come comunicato durante la riunione a Palazzo Chigi, si trova costretta a procedere alla cessazione dell’attività produttiva, con decorrenza 1 novembre 2019”.
Gli operai della Whirlpool hanno bloccato l’autostrada Napoli-Salerno dopo aver raggiunto in corteo la rampa di accesso. Le tute blu sono uscite in strada dalla sede della fabbrica in via Argine dopo aver appreso le notizie sull’esito negativo dell’incontro a Roma tra la multinazionale e il Governo. Si sono registrati momenti di tensione. Le segreterie confederali unitarie Cgil Cisl Uil di Napoli ribadiscono il “no” alla chiusura della Whirlpool di Napoli e “convocano per 21 ottobre gli esecutivi unitari di Napoli per definire i tempi e le modalità operative della mobilitazione di tutte le categorie produttive”.
“Stamattina abbiamo incontrato i vertici (Whirlpool Italia, ndr) con il ministro Stefano Patuanelli ma posso anticipare che non c’è stato nessun passo avanti” ma “faremo tutto il possibile per assicurare un futuro a queste 400 famiglie” nel “loro quartiere a San Giovanni a Napoli”. Ad affermarlo il premier Giuseppe Conte parlando a margine della presentazione al Cnr della Relazione sulla ricerca e l’Innovazione in Italia. “Hanno confermato che il piano industriale è quello e questo crea rigidità”, ha aggiunto Conte. A tracciare il quadro dell’esito dell’incontro anche il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli: “È stato un incontro non positivo nonostante la massima disponibilità del governo a mettere in campo iniziative necessarie possibili per continuare la produzione del sito di Napoli anzi aumentarla. Non c’è stata nessuna apertura da parte di Whirlpool che continua a proporre come unica soluzione una cessione di ramo d’azienda, a questo punto sostanzialmente verso il nulla”. Da parte sua la Whirlpool Emea “confida nella continua collaborazione con il Governo italiano per supportare la propria forte presenza nel Paese e per garantire che gli investimenti rendano i propri impianti competitivi per il mercato globale”.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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