sabato, 28 Novembre, 2020

Tutti in ritardo tranne il Coronavirus

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Sarà che non posso uscire di casa, salvo andare al Supermercato, perché anziano; sarà perché sono costantemente incollato davanti alla televisione; sarà perché non mi funziona bene l’apparecchio acustico e gli occhiali lasciano a desiderare; ma si, visto che lo pensate, ebbene, lo confesso: sarà che sono anche un pochino rimbambito e, forse per questo, non capisco nulla di quello che dicono i Virologi.
Virologi, che prima mi dicono che il vaccino contro il Coronavirus è quasi pronto, e ci crede pure il nostro Primo ministro, al punto di averlo promesso per Natale; mentre altrettanti Virologi, ci raccontano che il vaccino ancora non si vede nemmeno con il binocolo.
Io, intanto, me ne sto in casa, buono buono, e disincantato dall’età penso che una cura efficace già ci sia, altrimenti Donald Trump non l’avrebbe fatta franca in poche ore. Nessuno approfondisce più di tanto l’argomento, giustamente, perché il costo potrebbe essere altissimo e questo andrebbe ad aggiungere benzina ad un ‘focolaio’ sociale che volge all’incendio.

Ciò detto, sono perfettamente consapevole che, se tutto va bene, un uomo comune come me si potrà vaccinare solo fra qualche anno.
Per questo trovo azzardato, e anche un po’ vigliacco, sentir dire che noi anziani, i più fragili del reame, troveremo sotto l’Albero un siringone di vaccino contro il Coronavirus.
Poi, detto fra noi, più tardi arriva meglio è, perché l’imbarbarimento della plebe si manifesterà violentemente proprio con i primi vaccini, quelli veri, quelli che saranno somministrati per primi ai più facoltosi, e dopo qualche anno anche ai vecchi malandati come me. Lo sostiene la dottoressa Capua!
Quello che posso dire, senza essere barboso e ripetere a pappagallo tutto quello che ascolto alla televisione, è che l’identikit di uno dei colpevoli me la sono fatta.
Ritengo, infatti, che una bella fetta di responsabilità sia soprattutto di noi cittadini che indossiamo la stessa mascherina per un mese, magari tenuta sgualcita in tasca pronta per andare a fare la spesa al supermercato. Senza essere consapevoli che, così facendo, la mascherina diventa un ricettacolo di microbi e anziché proteggerci favorisce la diffusione del virus permettendogli un migliore accesso alle nostre vie aeree. Per concludere, mi dice mia figlia, le mascherine perché possano essere efficaci, e svolgere correttamente il loro lavoro, vanno cambiate tutti i giorni.

Per il lavaggio delle mani, però, anche se mi sono autodisciplinato a non uscire di casa, salvo andare a fare la spesa, continuo a fare quello che mi ha sempre insegnato la mia povera mamma, le lavo spesso. La distanza sociale, che difende la mia salute da possibili contagi, è la più benvenuta in assoluto; è benvenuta perché mi stanno lontano i miei nipotini che, tutti i giorni, quasi scientemente, mi mettevano a soqquadro la casa: oltretutto da un po’ di tempo venivano anche con il cane, figuratevi!
Ecco, fosse per me, questo lockdown dovrebbe essere prorogato fino all’estate prossima. Certo, a Natale non avrò accanto i figli dei miei figli con il cane, ma in compenso me ne starò davanti al caminetto a leggere un buon libro, senza mia figlia che mi grida nelle orecchie di non mangiare il panettone perché ho il Diabete! Due ne mangio quest’anno, benedetto lockdown!

Per concludere, due riflessioni: non capisco perché prima mi hanno quasi imposto di fare il vaccino antinfluenzale poi, dopo essermi puntualmente presentato e fatto la fila, quando è toccato a me sono stato rimandato a casa perché non c’erano più dosi.
L’altra cosa che mi chiedo è perché la scorsa primavera abbiamo fatto un mea culpa, in quanto , durante la prima fase della pandemia, ci siamo accorti e cosparsi il capo di cenere perché mancavano medici e infermieri; presto, fatto, a settembre abbiamo quasi aumentato le tasse universitarie alla facoltà di medicina! Mah, siccome sono un po’ suonato, forse ho capito male.

Ho capito benissimo, invece, che in mezzo a questi mancati appuntamenti e promesse, al Caos Istituzionale, politico e burocratico, tra i tanti impegni mancati da parte di tutti noi, abitanti del pianeta, l’unico che li ha mantenuti con millimetrica e puntuale precisione, è stato il Coronavirus: arrivato in perfetto orario sul posto di lavoro, ha iniziato a contagiare a destra e a manca.

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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