sabato, 24 Ottobre, 2020

Tutti pazzi per Covid

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Il Coronavirus, l’autunno, le foglie che cadono, l’ora legale che incombe, essere obbligati a fare la doccia con la mascherina idrorepellente e perfino le persone che ti fulminano con lo sguardo se solo le incroci per la strada. Accidenti, sono state un insieme di situazioni che hanno partecipato a mettere il turbo alla depressione che, calzato gli stivali delle sette leghe, ha permesso agli psicologi, in crisi professionale da tempo, di ritrovare baldanza e somministrare le terapie più innovative: come qualche goccia di Tranquirit prima di dormire.

Gli unici che hanno un approccio positivo al Covid sono i giovani che lo esorcizzano con la movida, quasi a sfidarlo come il toro la muleta, forse è la loro spensieratezza e il loro sorriso che ci fanno irritare, sarà per questo che ogni occasione è buona per mortificarli chiudendo i luoghi di ritrovo? Non lo so, quello che so è che nessuno va a rompere le scatole a quei gruppi di pensionati che passano la giornata in piazza con il metro a misurare il diametro della buca che hanno appena fatto gli operai dell’azienda del gas: a Bologna, e non solo, li chiamano “umarell”.

Disoccupazione, malattie, economie del mondo che si bombardano a vicenda e lasciano sul campo milioni di nuovi poveri, sono nulla a confronto di quella informazione ostinata che parla di scuola, giovani e giovanissimi untori del terzo millennio solo perché costretti ad accalcarsi sui mezzi di trasporto insieme agli adulti che vanno a lavorare, altro che spritz! Ipocriti.

Secondo me siamo inconsciamente invidiosi del loro testosterone che gira a mille, e solo pensare che dopo uno drink si possono baciare voluttuosamente in macchina non ci intenerisce il cuore ricordando quando anche noi eravamo giovani, ma ci procura un grande senso di invidia che riversiamo chiudendo loro ogni luogo di ritrovo: ora anche le case private dove non possono invitare più di 6 amici con la mascherina, piuttosto che il condom!

Vorrei chiedere, agli adulti bacchettoni, dove dovrebbero fare l’amore questi ragazzi?! Invece di suggerire di parlarsi al telefonino inviandosi, magari, le rispettive nudità! Non parliamo poi dell’idea bislacca di non mandarli più fisicamente a scuola per seguire le lezioni da casa, una pazzia. Poi pretendiamo che non si ribellino con comportamenti altrettanti bislacchi. È il minimo, secondo me!
Lo chiedo perché non vedo la stessa ostinazione nelle fasce di età più elevate, eppure il mondo è ricco di imbecilli, come se gli adulti non fossero potenziali portatori di contagio. Cosa dovrebbero fare questi ragazzi per liberarsi di noi, se non contagiarsi a vicenda di buon umore e rifugiarsi nella loro isola di Wight?!

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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