martedì, 18 Febbraio, 2020

Tutto cambia

2

Non è il migliore dei mondi possibili. Addirittura, dopo il risultato nel referendum del 4 dicembre e i tagli imposti alla legge elettorale dalla Corte, è tramontato lo scenario di un bipolarismo di tipo tradizionale. Intendiamoci bene: la presenza stabile di tre blocchi ne aveva già logorate le basi. Chi non crede, si rilegga i risultati delle politiche 2013. Inutile girarci attorno. Salvo terremoti, la legge elettorale c’è già. Non è quella che avremmo voluto. Meglio, molto meglio un sistema di tipo maggioritario con piccolo premio di maggioranza. È stata per mesi la nostra proposta, per un momento è sembrata prevalere, ma i numeri al Senato – con il no espresso da Alfano – non c’erano. Abbiamo suggerito di portare lo sbarramento al 3%. Prima ancora che a vantaggio dei piccoli partiti, per favorire nel dopovoto la nascita di una coalizione riformista tra PD, sinistra del dialogo e cattolici democratici.

Nessuno potrebbe escludere, oggi, di vederla realizzata. Vedremo a giorni se l’emendamento socialista avrà fortuna. Sta di fatto che il via libera al 5% dato da Sinistra Italiana e da Mdp taglia il ramo su cui Pisapia era seduto. La sua sinistra, niente affatto lontana dalla nostra, rischia di essere prigioniera di un radicalismo ‘arcobaleno’ e dei veti imposti da D’Alema. Noi abbiamo la forza per difendere le buone ragioni del riformismo al governo ma non abbiamo i parlamentari per rovesciare l’accordo sulla legge elettorale che si profila.

Il ‘Foglio’ lo ha definito Salvillo, io governo grigio-verde. Non è fantapolitica. Non va escluso che prenda vita un esecutivo tra Grillo e Salvini all’indomani del voto. Non viviamo tempi molto diversi da stagioni già vissute in passato. Paura, insicurezza, fragilità economica del ceto medio inducono migliaia di famiglie a reagire affidandosi alla protesta, alle soluzioni radicali, ad affondare quel poco di europeismo che è rimasto. Attorno a noi gli esempi non mancano. Per questo urge una sinistra che ti protegge, che sposi senza tentennamenti i temi della sicurezza, che affronti con decisione il nodo dei migranti, che protegga il Made in Italy. Insomma le questioni che abbiamo sottoposto all’attenzione degli italiani con le Primarie delle Idee in corso in queste ore.

La priorità non è fissare la data delle elezioni ma stabilire quale legge di bilancio si profila e con quale progetto ci presentiamo agli italiani, quale ‘patto’ stringiamo con gli italiani. Questo va fatto prima dell’estate.

L’idea che Salvini e Grillo hanno dell’Italia non è la nostra. È un’idea da combattere senza tentennamenti. Troppo chiusa in se stessa, lontana dal futuro, demagogica e parolaia. La nuova frontiera è tra inclusi e esclusi, tra chi vuole trascinarci fuori dall’Europa e chi invece lavora per un’altra Europa. Tra chi inneggia all’autosufficienza come Mussolini all’autarchia e chi vorrebbe un’Italia più autorevole in un’Europa più competitiva.

Il PD è il partito che porta la responsabilità più grande. Non tutto ci convince. La polemica scatenata contro i piccoli partiti nasconde un’altra verità: sono state le divisioni dentro il PD a provocare le maggiori difficoltà nei governi di questa legislatura. Dal divorzio breve alle unioni di fatto, dalla legalizzazione della cannabis alle riforme istituzionali fino a provvedimenti economici. Quelle stesse divisioni che si sono manifestate in decine di comuni al voto la prossima settimana. Quasi ovunque la sinistra riformista è rappresentata da PD, PSI e liste civiche – non esiste Campo Progressista e rara è la presenza di liste bersaniane -, spesso le liste che si richiamano al PD sono almeno due. La tirata contro i ‘piccoli’ è servita a coprire le magagne interne.

Mi rivolgo ai socialisti. Alla scadenza elettorale dovremo arrivare uniti e con un bagaglio di consensi che le amministrative di giugno confermeranno dignitoso e decisivo per consentire alla sinistra di vincere in molti municipi. Dalle Primarie delle Idee trarremo il convincimento per imporre le nostre priorità programmatiche.

Il confronto col PD partirà da qui. La forza del territorio, la qualità delle nostre idee.

Riccardo Nencini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply