sabato, 7 Dicembre, 2019

TV Capodistria, la storica emittente degli esuli oscurata

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Non c’è solo Radio radicale che giustamente va salvata per il servizio che offre a tutti gli italiani. La crisi dei finanziamenti sta colpendo anche le emittenti televisive come la storica TV Capodistria. L’emittente che trasmette in lingua slovena e italiana e che ha sede a Lubiana è di fatto dal 9 novembre oscurata o nella migliore delle ipotesi notevolmente ridimensionata dal termine del contratto di affitto del satellite che le consentiva di essere vista in Italia e Croazia. A essere maggiormente colpiti sono gli istriani che esuli o rimasti nei territori assegnati dal trattato di Osimo alla Slovenia e alla Croazia si vedono privati di un mezzo di comunicazione essenziale per i mantenimento della loro identità e delle loro tradizioni culturali e sociali. Ma anche tutti quei telespettatori che in Italia seguono con interesse le vicende di quei territori che dalla antica Repubblica di Venezia in poi si sono caratterizzati per una folta presenza della comunità italiana. Nata nel 1971 all’interno di quella che era allora la Repubblica federativa jugoslava, TV Capodistria si caratterizzò per un approccio rigoroso e compatibilmente con quella che era allora la contingenza politica della dittatura titina, puntuale sui problemi della minoranza italiana. Successivamente dopo il crollo della Jugoslavia e la nascita della Slovenia seppe affrontare la nuova realtà approfondendo temi allora ancora tabù come quelli delle foibe e dell’esodo contribuendo a rasserenare il clima di tensione che si era creato negli anni dopo il trattato di Osimo. Dialogo e coesistenza pacifica sono stati fino a oggi gli obbiettivi portati avanti da un gruppo redazionale sempre all’altezza della situazione che pur in numero ridotto è riuscito a coprire gli spazi informativi e di intrattenimento. Siamo arrivati alla drammatica situazione di questi giorni e ormai TV Koper senza il satellite continua a essere ricevuta in Slovenia ma ha perso l’utenza italiana (più di duecentomila persone solo nel Friuli Venezia Giulia) e quella croata. Di qui l’appello della redazione italiana alle istituzioni, ai Governi, ai parlamentari affinché intervengono urgentemente per salvare il ruolo di un’emittente storica in un territorio multiculturale, plurietnico e plurilingue che ha subito varie penalizzazioni e ingiustizie ma che vuole preservare la proprio identità. E che ha contribuito e contribuisce a rafforzare e promuovere il ruolo della Comunità italiana nell’ex Jugoslavia nei rapporti e nelle relazioni transfrontaliere e transnazionali.

Alessandro Perelli

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