venerdì, 15 Novembre, 2019

Ucraina alle urne
(con vincitore annunciato)

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Poroshenko Petro UcrainaTra poche ore l’Ucraina andrà alle urne con focolai di guerra ancora da spegnere, la Russia che incombe e una parte del Paese che non parteciperà alle elezioni. Le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, con un gesto di sfida nei confronti del Governo centrale, hanno annunciato che terranno il 2 novembre una propria tornata elettorale.
Per la prima volta, dall’indipendenza dal blocco sovietico si vota nell’incertezza assoluta sul futuro assetto del Paese, ma con una sola certezza: il vero dominatore della scena sarà lui, il re del cioccolato e attuale Presidente, Petro Poroshenko.
Secondo i numerosi sondaggi la sua forza politica si guadagnerà senza difficoltà la maggioranza dei consensi, con un netto distacco sulle altre forze politiche: il rating del partito del presidente è intorno al 30%, con un distacco minimo di almeno 15 punti sugli inseguitori. La motivazione principale potrebbe essere la seguente: il 16 ottobre è entrata in vigore la legge sul lustrismo approvata dalla Rada (il parlamento monocamerale) uscente. L’ostracismo politico avrebbe dovuto colpire anche gli attuali dirigenti del paese, compresi il presidente, il premier e lo speaker della Rada che tutti hanno ricoperto alte cariche ai tempi di Yanukovych, ma questo non è avvenuto.
Ma latri fattori contribuiranno alla vittoria di Poroshenko: bisogna anche ricordare che dopo Euromaidan, la maggiore forza politica di opposizione a Yanukovych, il Partito delle Regioni, è confluito dentro il blocco di Poroshenko, senza dimenticare che vi è l’assenza di una vera e propria alternativa, fattore evidente già durante le presidenziali di maggio. Anche se a fronteggiare il Presidente c’è comunque il Partito Radicale di Oleg Lyashnko che ha raggiunto notevoli consensi dopo gli scontri a Kiev. Egli resta l’unico esponente radicale nella passata legislatura che piace tanto ai reduci del fronte quanto a quelli della Maidan, una parte dei quali denuncia la mancata rottura, da parte di Poroshenko, con il potere oligarchico.
L’uomo della piazza è riuscito ad amalgamare il suo fervente nazionalismo con una figura mediatica fuori da ogni schema comune: la sua costante presenza sul campo, in prima linea con i battaglioni paramilitari affianco ai quali, come riportato da un report di Amnesty International, il politico si è spesso macchiato di crimini come “abuso verbale e fisico”, “rapimento” e “tortura”. Proprio alcuni combattenti di Azov e Aidar saranno candidati nel Partito Radicale insieme a Yuriy Bogdan Shuchevic, figlio del fondatore della formazione di estrema destra Ukrainian National Assembly – Ukrainian People’s Self-Defense.

lyashnkoL’ascesa di Lyashnko e del suo populismo arriverà probabilmente al secondo posto e a discapito di un’altra forza politica d’ispirazione populista, quella di Yulia Timoshenko, lontana da troppo tempo dalla patria e ormai quasi priva dei vecchi consensi.
La partita è quindi nelle mani del Presidente Poroshenko, che ha cercato di ricrearsi un’immagine come riformatore e uomo nuovo ma che in realtà fa fatica a tenere testa al vero scoglio insormontabile dell’Ucraina attuale, l’uomo forte di Mosca, Putin.

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