giovedì, 14 Novembre, 2019

Ucraina: dal “Re del cioccolato” al comico Zelenskij

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L’Ucraina ha scelto il nuovo Presidente della Repubblica. Con oltre il 73% dei consensi, gli elettori hanno incoronato Volodomir Zelenskij, 41 anni, comico e produttore televisivo, il sesto e più giovane Presidente dell’Ucraina indipendente.
Come riportano i dati della Commissione elettorale centrale, Zelenskij guida in tutte le regioni del Paese, registrando percentuali superiori al 70% dei suffragi, contro il 24% dei consensi raccolti dallo sfidante e Presidente uscente Petro Poroshenko, oligarca e “Re del cioccolato”, che ha immediatamente accettato il risultato (senza alcuna polemica) e ha ringraziato i sostenitori che sono andati a salutarlo sotto il palazzo presidenziale.
La vittoria di Zelenskij è stata omogenea su tutto il territorio nazionale, tranne che nella circoscrizione di Leopoli, dove ha raccolto il 34% dei consensi contro il 62% ottenuto da Poroshenko.
Volodomir Zelenskij non ha mai svolto attività politica, prima di adesso, ma si è reso un personaggio noto in patria per essere un comico di riconosciuta qualità nonché produttore televisivo di successo. Il comico si è presentato come un “servitore del popolo” richiamando, in maniera esplicita, il personaggio che interpreta in una serie tv andata in onda su Netflix e dal titolo omonimo.
Nella serie tv, Zelenskij interpreta il ruolo di un professore eletto presidente, a furor di popolo, a seguito delle sue battaglie contro la corruzione.
In altri termini, il nome della serie tv ha dato “identità” al movimento politico del neo-Presidente che si presenta come fortemente anti-estabilishment, rappresentandosi come l’unica vera alternativa alla classe dirigente ucraina, considerata (non a torto) per larga parte corrotta, inefficiente e causa principale dei tanti problemi che attanagliano il paese dell’ex Urss.
Il Presidente eletto ha svolto una campagna elettorale all’insegna dello slogan “Niente promesse, niente scuse”, attaccando la classe dirigente ucraina, a partire dal presidente uscente.
Nel primo discorso dopo la vittoria, rivolgendosi ai propri sostenitori, ha dichiarato: “Non vi deluderò mai. Guardateci tutto è possibile”. Il comico ha sempre tenuto a sottolineare di non essere un politico, ma “solo una persona semplice, venuta a rompere questo sistema corrotto”.
Da diversi osservatori, Zelenskij viene paragonato a Beppe Grillo, fondatore del M5S: per la comune professione di comico, per la forte vis polemica contro il mondo della politica, dell’informazione e per la creazione (in pochissimo tempo) di un movimento programmaticamente indistinto, con una forte tendenza leaderistica e decisamente rivolto alla critica dell’esistente, piuttosto che ad indicare una chiara prospettiva futura.
Tuttavia, Zelenskij non ha alcuna esperienza politica, ha sottoposto ai cittadini un programma molto vago e non si capisce bene quale sarà la visione della nuova presidenza in merito alle spinose questioni di politica estera che riguardano l’Ucraina, a partire dalla questione del Donbass e ai relativi rapporti con la Russia di Putin.
Nella prima conferenza stampa dopo la vittoria, il nuovo Presidente ha promesso di ripristinare il “Quartetto Normandia” (composto da Russia, Germania, Francia, Ucraina) e di rilanciare i colloqui di pace di Minsk, fermi da qualche tempo, per giungere a una soluzione pacifica con i separatisti filo-russi che combattono nella zona Est del paese, il Donbass.
Davanti alle timide aperture nella politica estera, la reazione della Russia non è stata delle migliori: Putin ha fatto sapere che è prematuro congratularsi con Zelenskij, mentre il primo ministro russo, Medvedev ha espresso l’auspicio che possa migliorare la cooperazione tra i due paesi, senza però farsi troppe illusioni in merito.
Anche dal versante occidentale trapela una forte cautela rispetto alle intenzioni politiche del neo-presidente, che durante la campagna elettorale, non ha mai fatto un comizio ma soltanto spettacoli teatrali.
Si sono congratulati il Presidente Trump, la Merkel e in una nota congiunta anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, che hanno ribadito la necessità di individuare un percorso di riforme il più possibile condiviso che mantenga l’Ucraina nella zona Europea.
In questo senso, dall’entourage del nuovo Presidente, si fa sapere che la scelta del popolo ucraino, nel 2014, di intraprendere il processo di adesione all’Ue e alla Nato non sarà messa in discussione, ma a conclusione dell’iter, la scelta strategica geo-politica verrà sottoposta ad un referendum popolare vincolante.
Zelenskij ha promesso, in campagna elettorale, di consultare la cittadinanza ogni qual volta ci sarà da prendere delle decisioni strategiche rilevanti per il futuro dell’Ucraina.

Paolo D’Aleo

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