sabato, 15 Agosto, 2020

Ucraina, nuove condizioni per la ripresa del dialogo

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Qualcosa di muove nella crisi Ucraina che vede Kiev contrapposta alle repubbliche indipendentiste del Donbass sostenute dalla Russia e che continua a causare scontri e vittime lungo la fascia confinaria. Il Gruppo di contatto di Minsk, composto da tutte le parti in causa, ha stabilito un nuovo cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte del 27 luglio. Questa volta, al contrario dei fallimenti del passato, il cessate il fuoco sembra meno generico e con regole precise, accettate da tutti. Che prevedono, tra l’altro, l’impegno a non commettere atti di sabotaggio, il divieto alle offensive militari, all’uso di droni, al posizionamento di armi pesanti e all’attività dei cecchini. E anche la determinazione di una serie di sanzioni per le violazioni che saranno comminate proprio a cura del Gruppo di contatto

 

Un successo per il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, eletto lo scorso anno, che come primo obiettivo da raggiungere aveva, nel corso della sua campagna elettorale, indicato appunto la risoluzione del problema del Donbass. Anche se non sono da escludere nuove violazioni della tregua , frutto però di azioni di propaganda più che militari, come le prime notizie dopo l’accordo sembrano testimoniare.

 

Questo risultato appare propedeutico all’organizzazione di un nuovo summit tra Ucraina, Russia, Francia e Germania che dovrebbe rilanciare il ruolo dell’Unione Europea nella crisi ucraina. Si tratterebbe di riprendere il discorso iniziato il 9 dicembre 2019 in Normandia che però, al di là degli scambi di prigionieri avvenuti in varie circostanze, non aveva portato a grandi passi avanti. Ma da allora si erano riscontrate importanti novità. Innanzitutto la diffusione massiccia del contagio da coronavirus che aveva provocato da parte delle autorità e dell’ opinione pubblica un interesse più sulle questioni sanitarie che su quelle militari. Poi il sempre minore accanimento di Putin a sostegno delle repubbliche indipendentiste e dall’altra parte la vicenda che aveva coinvolto Trump , che aveva cercato di convincere Zelenskyj a indagare il rivale per le elezioni alla Casa Bianca Joe Biden, che aveva smorzato gli interessi degli Usa per restituire quei territori a Kiev. Vi sono quindi nuove condizioni obiettive che favoriscono la concreta ripresa di un dialogo. Sarà determinante l’atteggiamento che assumerà Volodymyr Zelenskyj, l’ex comico divenuto Presidente, che oltre a combattere la corruzione, considerata uno dei più grandi mali del Paese, si è posto l’obiettivo di implementare i rapporti con l’Unione Europea. E sul territorio del Donbass, oltre alla sua credibilità, giocherà questa partita. Ottenere un risultato soddisfacente non sarà facile senza sacrifici territoriali sui quali i nazionalisti ucraini sono già pronti a dare battaglia. Sarà la prova del nove per la caratura internazionale di Zelenskyj e per il suo rafforzamento interno.

Alessandro Perelli

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