martedì, 21 Maggio, 2019

Ucraina, una partita per il futuro democratico

0

Il voto di domenica 31 marzo in Ucraina si presta a un’analisi che non può essere superficialmente ridotta a sottolineare il grande successo ottenuto da Volodymyr Zelensky. Nel primo turno delle elezioni presidenziali il comico ha infatti ottenuto il 30%, surclassando il Presidente uscente Poroshenko (15,8) e la expremier Timoshenko, ferma al 13,3 che ha presentato un ricorso eccependo la regolarità del voto. Gli altri candidati, una trentina, hanno raccolto percentuali da prefisso telefonico.
Il popolo ucraino ha con questo voto cercato una via d‘uscita ad una situazione economica e politica in via di progressivo peggioramento dopo la proclamazione di indipendenza del 1991. Un Paese sconvolto dalla corruzione che non ha saputo finora capitalizzare i sostanziosi aiuti finanziari provenienti dall’Unione europea e dagli USA e che ha sopportato il referendum voluto dalla Russia per l’annessione della Crimea e la nascita di altre due repubbliche indipendenti, quella di Doneck e quella di Lugansk nel sud. Il sequestro di tre navi ucraine nello stretto di Kerc avvenuto sei mesi fà da parte della Russia per sconfinamento ed usato ampiamente da Poroshenko nella campagna elettorale non ha portato i risultati elettorali aspettati. La vittoria di Zelenski è stata, al primo turno, superiore alle previsioni. Ciò può essere spiegabile sicuramente con la sua grande popolarità per il fatto che la sua immagine è stata costantemente propagandata dalla televisione nella trasmissione di grande successo di cui è protagonista e per il fatto di essersi presentato come alternativa al sistema di potere politico accusato di corruzione. Ma non possono essere sottaciuti i suoi legami con il produttore televisivo dei suoi programmi, ricchissimo oligarca, il fatto di essere possessore di alcuni studi televisivi in Russia, perfino il fatto di esprimersi meglio in lingua russa che in lingua ucraina e infine la scelta del candidato filorusso Bojko, di appoggiarlo nel prossimo ballottaggio.

Uno scenario, quello che si apre con la sfida del 21 aprile tra Zelenski e Poroshenko, in cui si giocherà una partita fondamentale per il futuro democratico ed europeo dell’Ucraina. La partita riguarderà anche il controllo del Mar Nero, vero snodo dei rapporti di forza tra Nato e Russia. I tre Paesi della Nato, Turchia, Romania e Bulgaria, che sono bagnati da questo mare, rappresentano per la Russia una sfida e un pericolo oggettivo e l‘episodio dello stretto di Kerc si inquadra perfettamente nella strategia di Putin di non indietreggiare di un passo nel controllo del territorio. Il nuovo Presidente dell’Ucraina sarà determinante per i futuri equilibri in quello che è stato, negli ultimi anni, uno dei punti più caldi dei rapporti tra Usa e Russia.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply