martedì, 2 Marzo, 2021
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Ucraina, Washington Bruxelles, approcci diversi

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L’accordo per il cessate il fuoco in Ucraina tra le truppe di Kiev e quelle filorusse della Repubblica di Donetsk viene ormai quasi quotidianamente boicottato da numerose violazioni che stanno aumentando pericolosamente la tensione tra le parti. Nelle riunioni del Gruppo di contatto per ii controllo del cessate il fuoco vi sono continue denunce di incursioni di soldati e forze militari nei territori non di loro competenza e la ripresa del conflitto civile viene presa in considerazione da molti osservatori. D’altra parte il recente esito delle elezioni negli Stati Uniti ha rinvigorito gli oltranzista di Kiev. La telefonata, non di routine, del nuovo Segretario di stato americano Antony Blinken al Presidente Volodymyr Zelensky ha rafforzato la convinzione di un approccio ancora più determinato di Washington ai problemi sul tappeto. Blinken ha riconfermato gli aiuti militari a Zelensky per contrastare l’invasione russa e la solidarietà per le rivendicazioni sulla Crimea e sul Donbass. Forse anche per questo motivo Zelensky , con una decisione considerata illiberale dai filorussi ha deciso di oscurare i canali TV riconducibili a Viktor Medvedchuk, amico di Putin e accusati di false notizie e di propaganda. Nel contempo una delegazione ucraina con a capo il Premier Shmyhal sì è recata a Bruxelles un per ridiscutere l’ampliamento dell’accordo di collaborazione con l’Unione Europea. È stata ribadita la volontà di Kiev di aderire alla UE ma sono stati anche verificate le possibilità di nuovi scambi e rapporti commerciali nel settore industriale e agricolo. Aiuti che sono indispensabili per l’Ucraina, attraversata da una crisi economica notevole e colpita dalla pandemia da coronavirus. Ma, come hanno fatto notare i rappresentanti europei, il cammino per l’adesione è ancora lungo e necessita di riforme strutturali importanti nonché di misure più efficaci per combattere la piaga della corruzione che continua a imperversare nel Paese. Shmyhal sì è anche lamentato per gli atteggiamenti troppo morbidi verso Mosca del capo della diplomazia europea Josep Borrell nel corso del suo recente incontro con Putin in Russia. Ci si sarebbe aspettato l’annuncio di nuove sanzioni dopo l’ incarcerazione di Alexei Navalny, rientrato dopo le cure in Germania per il tentativo di avvelenamento. Sanzioni che erano state richieste anche da alcuni Stati dell’Unione. Ma Bruxelles, in questa fase, preferisce un approccio più prudente. In questo contesto va letta anche la dichiarazione del Presidente della Repubblica tedesco Steinmeir di accettare il gasdotto North Stream 2, voluto da Putin per evitare il transito del suo metano attraverso l’Ucraina. La contrapposizione con Mosca si ripercuote anche in campo sanitario. E di pochi giorni fa la notizia che nessun vaccino russo per debellare l’infezione da covid 19 potrà venire registrato e somministrato in Ucraina. Per questa necessità l’Unione Europea ha del resto predisposto un piano operativo con l’Organizzazione mondiale della sanità che prevede di operare nei Paesi della Eastern Partnership tra i quali la Repubblica di Kiev è parte integrante. Un ulteriore elemento divisorio e di voluta indipendenza da Mosca.

 

Alessandro Perelli

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