domenica, 29 Novembre, 2020

UE: FRAU MERKEL AFFILA GLI ARTIGLI PER IL PROSSIMO VERTICE E RIBADISCE IL SUO ‘NEIN’ AGLI EUROBOND

0

Reduci dal vertice quadrilaterale di venerdì scorso Monti, Merkel, Hollande e Rajoy si preparano alla prossima tappa europea mettendo da parte intese e linee comuni, preparandosi al “match decisivo” previsto per i prossimi 28 e 29 giugno: quel summit UE che, come annunciato a Roma, vedrà sul tavolo i punti cruciali del tanto auspicato rilancio di prospettive dell’economia dell’Eurozona. E proprio poche ore fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale il premier del Governo tecnico Mario Monti, il ministro per le Politiche Europee, Enzo Moavero Milanesi, il vice ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli e il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Marta Dassù.

L’INTERVENTO DI FRAU MERKEL E mentre i tecnici italiani, intrattenutisi al cospetto di Napolitano anche per pranzo, hanno affrontato i temi principali del prossimo Consiglio europeo di Bruxelles, da Berlino torna a parlare la Frau di ferro, meno mansueta di quanto si fosse mostrata a Palazzo Madama venerdì scorso.

BERSANI: DA MONTI GOAL COME PIRLO – Non è trapelato molto dall’incontro tra Monti e Napolitano, ma i commenti politici giungono senza freni. Dal segretario del Pd Pierluigi Bersani arriva un colorato paragone calcistico (molto attuale): «Da Monti mi aspetto un goal come Pirlo». Meno leggero sarà il parere di Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, che definisce il vertice UE come una tappa di un “calvario” che sarebbe più lungo del previsto: «Sbagliano i partiti a caricare di attese inappropriate e salvifiche il vertice europeo del 28 giugno. Esso sarà ancora una tappa, forse più importante di altre, in un calvario che si annuncia ancora lungo prima di vedere la ripresa». A lanciare un appello riguardo alla crisi dell’Eurozona, tema centrale del prossimo consiglio europeo di Bruxelles, è il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia che si è espresso in favore di una mutualizzazione dei debiti dell’Unione Europea in modo da fermare il contagio della crisi del debito sovrano alle banche.

“NEIN” DELLA MERKEL AD EUROBOND – «Abbiamo un problema di medio e lungo termine. Dobbiamo avvicinarci a una politica coerente per i Paesi che hanno la stessa moneta. Faremo il possibile per l’unione politica europea» aveva dichiarato la cancelliera tedesca da Palazzo Madama pochi giorni fa. Oggi, invece, sembra tuonare da Berlino l’ennesimo “nein!” a possibili risoluzioni comuni del debito. «Il discorso su Eurobond, Eurobill, garanzie di condivisione del debito e molto altro, oltre che non compatibile con la nostra costituzione, è sbagliato e controproducente dal punto di vista economico» quindi mette in guardia i parlamentari europei, dicendosi impensierita dall’ordine del giorno del prossimo consiglio a Bruxelles: «Lo dico apertamente: quando penso al Consiglio di giovedì prossimo a Bruxelles mi preoccupa che si parlerà assolutamente troppo di tutti i possibili modi per condividere il debito, e troppo poco di migliorare i controlli e di misure strutturali».

SCHAEUBLE: MONTI RISOLVE PROBLEMI ITALIANI – Sempre dalla Capitale tedesca giunge invece l’approvazione del portavoce del ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble, che ribadisce il proprio sostegno alle politiche di Palazzo Chigi: «Con il governo di Mario Monti l’Italia può risolvere bene i problemi», allontanando ogni preoccupazione suscitata dalle difficoltà delle banche italiane. E lo stesso ministro delle Finanze tedesco ha fatto spazientire la Merkel rilasciando un’intervista nella quale avrebbe annunciato un referendum federale per votare una nuova costituzione tedesca che trasferisse ulteriori poteri e competenze all’Unione Europea. Puntuale la smentita della cancelliera che scuote la testa e, in maniera decisa, dichiara che non ci sarebbe proprio nulla in vista.

INCONTRO TRA MERKEL E HOLLANDE – In programma per la Frau della crisi ci sarebbe, piuttosto, l’incontro di mercoledì con il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande. Com’è noto il successore di Sarkò, nel quale la Merkel aveva trovato il più grande alleato, rimane fermo nelle proprie posizioni socialiste molto lontane dalle rigide politiche d’austerità proprie invece di Merkozy. Lo scorso venerdì il socialista Hollande aveva ribadito: «Sono contrario all’austerità». Nonostante le diverse vedute, mercoledì sera i due leader europei, in vista del vertice di Bruxelles, cercheranno di appianare i loro differenti punti di vista, sperando in un ulteriore avvicinamento tra i due premier come è avvenuto nel mini-summit romano di venerdì scorso, che ha permesso una misura condivisa di difesa dell’Euro che ha visto l’utilizzo dell’1% del Pil europeo, ossia 120-130 miliardi, a favore della crescita.

Vittoria de Petra

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply