domenica, 29 Novembre, 2020

Ue. Stessi diritti ai minori
nel processo penale

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minoriL’Europa tenta di assicurare gli stessi diritti ai minori sotto processo. Oggi sono state approvate dai deputati di Strasburgo le nuove norme per garantire che i minori indagati o accusati di un crimine ricevano un processo equo in qualsiasi Stato UE si trovino.

La direttiva è stata approvata con 613 voti favorevoli, 30 voti contrari e 56 astensioni, ed era già stata concordata con il Consiglio Europeo lo scorso dicembre. Essa stabilisce il diritto per i minori di diciotto anni a essere assistiti da un avvocato e accompagnati dal titolare della responsabilità genitoriale (o da un altro adulto idoneo) nel corso del procedimento. Le eccezioni a questo diritto sono valide solamente nel caso in cui sia ritenuto non proporzionato alle circostanze del processo o, in casi eccezionali, nella fase pre-processuale, se è nell’interesse superiore del minore.

“Nasce il giusto processo penale minorile europeo. Sul piano giuridico e dei diritti della persona, si tratta di un atto di maturità e di una svolta storica nella legislazione dell’Unione Europea, perché per la prima volta viene introdotta una disciplina specifica dei procedimenti penali nei confronti di minori”. Così l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, relatrice del provvedimento, ha salutato l’approvazione di quella che rappresenta una garanzia procedurale comune e comunitaria per i minori penalmente indagati o imputati.

“Il testo – spiega l’Eurodeputata – presenta un elenco di diritti e di garanzie per un modello comune europeo di giusto processo per i minori, in cui trovare un equilibrio tra la necessità di accertamento della responsabilità del crimine e quella di tenere in debita considerazione la vulnerabilità dei minori e le specifiche esigenze. Il risultato ottenuto rispecchia in modo significativo l’esperienza italiana in questo campo”.

Tra i diritti garantiti al minore anche quello sulla tutela della privacy durante il procedimento penale e la formazione specifica per giudici, pubblici ministeri e tutti i professionisti coinvolti nell’amministrazione della giustizia minorile.

La direttiva deve ora essere formalmente approvata dal Consiglio dei ministri. Restano fuori in ogni caso dalla direttiva Danimarca, Regno Unito e Irlanda perché hanno scelto di non appoggiarla.

Redazione Avanti!

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