lunedì, 18 Novembre, 2019

Ue, un posto per il leader “maximo” D’Alema

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D'Alema-Renzi-UeL’Italia vuole mettersi in mostra in questo semestre europeo e lo fa iniziando a farsi riconoscere: tutte le cancellerie europee hanno inviato i nomi dei loro candidati in Commissione, eccetto noi. La scadenza era oggi, l’invito del presidente Juncker era stato più che chiaro, bisognava affrettarsi, e cambiare candidato o si rischiava di rimanere con lo scranno meno ambito.

Renzi si è incaponito, ha tentennato e ora rischia di passare dalla parte del rottamatore a quella di riesumatore: più volte si è fatto il nome dell’ex dirigente Pci e antagonista di Renzi, Massimo D’Alema. Tra i due c’è stato anche un incontro tanto da far presagire una fine delle ostilità e una poltrona per “Baffino” D’Alema. Ma il “piano b” non piace a Renzi che anche oggi ha preso le difese della sua candidata Mogherini: “L’accusa di qualche giornale internazionale di essere filo-russi è da respingere al mittente”. Ha affermato il premier alla direzione del Pd, riferendosi alla candidatura di Federica Mogherini come Lady
Pesc. Ma non è la sola accusa che viene mossa nei suoi confronti: il ministro è stato tacciato di incapacità ed inesperienza per il ruolo che andrebbe a ricoprire in Europa; inoltre, i giornali internazionali hanno indagato sul suo conto, commentando in modi tutt’altro che soddisfacenti.

Ma Renzi non demorde e si ostina a non fare nomi fino all’ufficialità dell’assegnazione, nel frattempo però a mettersi di traverso al giovane Premier ci pensa un altro Dem di vecchia scuola, Gianni Pittella, capogruppo dei socialisti al Parlamento europeo: “Se qualcuno dovesse continuare questa speciosa strumentalizzazione sulla presunta incompetenza o inesperienza di Federica Mogherini, c’è la candidatura di D’Alema”.

Per quanto forte la determinazione renziana nel giocare le proprie carte stavolta va a scontrarsi con un campione del poker: Massimo D’Alema si è anche incontrato con il presidente Juncker per esaminare “la situazione e le prospettive delle istituzioni europee”.
La contromossa di Renzi è di sfida aperta a Juncker: “Saluto con grande attenzione ciò che ha detto Juncker” sugli investimenti annunciati, aggiungendo: “Lo aspettiamo
alla prova dei fatti. È un risultato del Pse aver portato Juncker a dire le cose che ha detto. Ora bisogna vedere se lo fa”.

Intanto se Renzi ha deciso di non scoprire le carte fino alla fine di agosto, il piano sta per essere intavolato senza di lui e con l’uomo rosso dietro le quinte. La candidatura della bulgara Georgieva fa un altro passo avanti dopo la crisi del governo Oresharski che osteggiava la sua candidatura.

In questo modo esce di scena la Mogherini e compare da dietro l’angolo D’Alema a cui toccherebbe però la poltrona di commissario del Commercio, una delle poche ancora vuote insieme a quella all’agricoltura, ma in quel caso andrebbe a un altro della nomenklatura del vecchio Pd: Paolo De Castro.

Maria Teresa Olivieri

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