sabato, 26 Settembre, 2020

Uil: Il Sud ha bisogno di investimenti e pianificazione

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Ursula von der Leyen, Frans Timmermans, Margrethe Vestager, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, Presidente e vicepresidenti della Commissione europea insieme al commissario all’Economia costituiranno il comitato direttivo finalizzato a controllare il lavoro della task force europea, nata in seno al segretariato generale dell’Esecutivo, per assistere i Paesi europei nella preparazione dei loro piani di riforme nazionali da attuare attraverso i finanziamenti del Recovery Fund. Lo ha annunciato il capo portavoce dell’Esecutivo Eric Mamer nel corso del briefing con la stampa di venerdì 4 settembre.

Il comitato si riunirà per la prima volta mercoledì 9 settembre e il vicepresidente esecutivo Dovmbrosvis “aggiornerà periodicamente il collegio dei commissari circa gli sviluppi del lavoro della task force”. Servirà a dare “un indirizzo politico” alla task force operativa dal 16 agosto, con a capo la vicesegretaria generale Céline Gauer. La Commissione potrà così coordinare e monitorare tutti i passi per l’implementazione del fondo di ripresa da 750 miliardi di euro (390 di contributi a fondo perduto e 360 di prestiti) da parte dei Paesi UE. Per sbloccare le risorse della RRF (Recovery and Resilience Facility), la parte centrale del Recovery fund, i Paesi membri dovranno presentare entro la metà di ottobre una prima bozza di piano nazionale di riforma, per poi presentare la versione definitiva entro il 30 aprile 2021.

 

Sulla possibilità che emergano altri ostacoli sul percorso del Recovery Fund e del prossimo Bilancio Ue, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ammette: “Il diavolo sta nei dettagli, non possiamo escludere che alcuni argomenti diventino più sensibili durante il percorso di ratifica. Per questo sono cauto, ma ho l’impressione che tutti gli Stati membri abbiano interesse all’attuazione di un rafforzamento finanziario ed economico nel breve e nel lungo periodo”. Lo ha detto in un’intervista all’ANSA. Di fronte alle minacce di Ungheria e Polonia di essere pronti a bloccare il Recovery Fund, a causa della condizionalità sullo stato di diritto, nella fase della ratifica dei Parlamenti nazionali, ed il Parlamento europeo che insiste su regole più stringenti sul tema, il presidente del Consiglio europeo, Michel invita a “proseguire il lavoro sui dettagli”, nei “vari spazi politici” disponibili. “Troveremo una soluzione. Credo che l’interesse comune per una riuscita” dell’accordo di luglio “sia più forte delle divergenze tra istituzioni o Stati membri”.

 

Sul recovery found è intervenuta anche Ivana Veronese – Segretaria Confederale UIL . “Apprendiamo con interesse – ha detto – l’intenzione della politica di dare priorità alla riduzione dei divari territoriali con le risorse provenienti dal Recovery Fund. Ma adesso ci aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti e che nel “piano nazionale per la ripresa e la resilienza” per programmare le risorse dei fondi europei inerenti la “Next Generation Eu”, le risorse destinate a ridurre il divario siano superiori alla clausola del 34%. Infatti, il Mezzogiorno rischia di pagare un prezzo elevato e insopportabile per gli effetti della crisi sanitaria ed economica”.

 

“La fiscalità produttiva di vantaggio è una prima positiva ma non esaustiva risposta. Riteniamo, però, che la fiscalità di vantaggio non possa essere esaustiva per dare robustezza al sistema produttivo, occupazionale e sociale del Mezzogiorno. Il Sud ha bisogno di investimenti e di pianificazione progettuale per indirizzare le risorse.

Serve una concentrazione degli investimenti su poche priorità in grado di generare lavoro e buona occupazione, con risorse destinate all’infrastrutturazione sociale che metta in primo piano l’ammodernamento del sistema dell’istruzione ad iniziare dalla diffusione degli asili nido e del tempo pieno, grandi opere infrastrutturali materiali e digitali.

E’ necessario un grande piano di rigenerazione amministrativa che preveda un piano straordinario di assunzioni, di aggiornamento degli attuali dipendenti e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Così come è necessario un grande piano di opere sulla cosiddetta viabilità secondaria e il trasporto locale pubblico sostenibile per dare risposte efficienti ai tanti pendolari e affrontare la sfida dimensionale delle imprese e la loro internazionalizzazione, anche attraverso una strategia di politica industriale più “robusta” e orientata nel medio e lungo periodo”.

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