sabato, 4 Aprile, 2020

UIL. Un’idea contro la voragine dell’evasione fiscale

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Evasione-fiscaleMille modi per ripartire, dopo gli sprechi e il lavoro, tocca agli evasori. La Uil ha promosso una petizione popolare per raccogliere 500 mila firme per contrastare l’evasione fiscale che in Italia rappresenta ormai un problema sociale. L’obiettivo, contenuto in 5 punti, è quello di proporre al governo e al Parlamento una modifica della legge sul fisco per dedurre le tasse rispetto a determinate spese, un potenziamento della tracciabilità dei pagamenti che include anche i beni non di lusso come le automobili o il controllo dei beni immobili attraverso i lavori in casa. Oltre al potenziamento del controllo statale, a cui dovranno affiancarsi gli enti locali, dovranno esserci sanzioni per chi evade come il blocco alle agevolazioni fiscali e ad alcuni servizi (dalla retta per l’asilo nido, alla contribuzione per la mensa scolastica, alle tasse universitarie) per un periodo temporale correlato all’entità dei redditi evasi.

Un’iniziativa che vede il sindacato in prima linea, come risposta a quella che rappresenta ormai un’ingiustizia sociale; si calcola infatti che a rimetterci siano come sempre i lavoratori dipendenti e i pensionati che contribuiscono al reddito Irpef per l’86,7%. I conti non tornano se poi si calcola che sono sempre meno quelli che dichiarano un reddito maggiore ai 200 mila euro mentre di contro sono in aumento le vetture di lusso e con il superbollo.

Lo studio della Uil porta a galla la solita “miseria” italiana, il nostro Paese è ai vertici della classifica europea degli evasori, e grazie a questa pratica vediamo evaporare 180 miliardi annui, praticamente 15 miliardi al mese (cifra complessiva necessaria alla paga mensile media di oltre 11 milioni di lavoratori dipendenti), 500 milioni di euro al giorno, quasi 20,8 milioni di euro ogni ora, 347.000 euro al minuto. Denaro sottratto alle tasche dei contribuenti, perché permetterebbero di ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati.

Domenico Proietti, segretario confederale Uil, ha commentato così l’iniziativa: “Da sempre, noi come sindacato ci siamo battuti per la legalità fiscale che è prima di tutto equità e giustizia sociale. Abbiamo deciso di fa partire adesso questa petizione perché nonostante i proclame degli anni passati è arrivato il momento che contribuiscano tutti”, sottolineando: “in questi anni è mancata la volontà politica di fare dei controlli seri, siamo l’unico Paese dove il contribuente viene controllato ogni 20 anni”.

“Lo Stato può fare molto in questo senso, l’evasione fiscale sottrae risorse economiche e rappresenta un vulnus alla democrazia perché lede i diritti di chi contribuisce al benessere sociale”.
Insomma il dito della Uil è ben puntato contro i pochi controlli da parte dello Stato, esiste una ricchezza e nemmeno tanto nascosta, visto che basterebbero semplicemente incrociare le banche dati o almeno fare un controllo accurato una tantum.

Maria Teresa Olivieri

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