venerdì, 6 Dicembre, 2019

UN ALTRO GIRO, LO STESSO CONTE

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La sabbia nella clessidra scorre veloce. Il Paese perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. Alle 16 sono iniziate le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: prima la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi il presidente della Camera Roberto Fico, infine il Gruppo Misto con il Psi e Più Europa. Mentre sembra esserci ormai un fronte tra Pd e M5s che saliranno al Colle domani pomeriggio.
Si riapre infatti il dialogo tra i 5Stelle e i Dem, “Finalmente abbiamo riaperto il tavolo dl programma. Alle 18 abbiamo una riunione alla Camera con i capigruppo” di Pd e M5s. Lo ha detto Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, all’uscita dal Nazareno con Graziano Delrio, al vertice alla Camera sui punti programmatici ci sarà anche la vicesegretaria Paola De Micheli.
Si rincorrono voci su totoministri e probabili dicasteri, ma il nodo sul quale sembra non vogliano cedere proprio i cinquestelle è quello sul Premier che dovrebbe essere ancora una volta Giuseppe Conte, lo stesso presidente del Consiglio che ha approvato i decreti tanto osteggiati dai dem sulla sicurezza, lo stesso Presidente che ha sì tuonato contro il Vicepremier Salvini, ma per mesi è stato surclassato senza rispetto dal leader della Lega.
Fino a poche ore fa sembrava saltata ogni trattativa, il M5s lamentava poca chiarezza da parte dei dem che però hanno sono stati d’accordo anche sul nome di Conte. “Noi puntiamo a una cosa seria e concreta, non siamo stati certo noi a interrompere il dialogo, ma Di Maio. L’incontro è stato annullato da loro, non certo da noi – chiarisce Delrio – Speriamo che qualcuno prenda in mano la situazione”. Per il senatore “non è naufragato nulla, è inspiegabile infatti l’annullamento della riunione di oggi da parte del M5s, uno stop voluto da loro”.
Alla fine lo strappo è stato ricucito e a sbloccare l’impasse tra i due partiti è stata una nota di palazzo Chigi in cui è stato chiarito che “in presenza di Conte non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso”.
Tuttavia la discussione tra il Partito del Centrosinistra e il Movimento ‘liquido’ ne di destra ne di sinistra sembra essersi concentrato tutto sugli incarichi più che sui contenuti, così come ha fatto notare il giovane segretario del Psi, Enzo Maraio. “Il dibattito sull’accordo Pd e cinquestelle sembra essersi arenato tutto su una questione di poltrone e non di programmi per l’italia e gli italiani”. Critica anche Più Europa che non ritiene, alle condizioni date, di offrire un sostegno preventivo al governo frutto dell’accordo a due che si profila tra Movimento 5 Stelle e Pd.
“Naturalmente – si legge in una nota – Più Europa seguirà con attenzione l’evoluzione della crisi e valuterà una posizione definitiva quando saranno noti programmi, obiettivi e composizione del nuovo esecutivo”.
La cabina di regia al Pd è pronta con il segretario Zingaretti, il presidente del partito Paolo Gentiloni, i due vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli, i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio e le due vicepresidenti dell’assemblea Debora Serracchiani e Anna Ascani. Rinviata a domattina alle 10, invece, la direzione del Pd sugli sviluppi della crisi di governo, che avrebbe dovuto tenersi oggi alle 18.

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