giovedì, 19 Settembre, 2019

Libera Chiesa in Libero Stato. Arriva mozione per ridurre privilegi vaticani

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Abolire l’ora di religione e sostituirla con un’ora obbligatoria di educazione civica; chiedere formalmente alla CEI di avviare la procedura per modificare i criteri arbitrari con cui viene eseguita la ripartizione della quota “non destinata” dell’otto per mille (circa la metà del totale); rivedere – per renderle efficaci – le norme relative all’IMU sui beni immobili della Chiesa Cattolica ed intraprendere un’azione determinata per dare attuazione alla recente sentenza della Corte Europea, recuperando l’ICI non pagata in passato. Sono queste le sollecitazioni rivolte al governo in una mozione depositata al Senato da Riccardo Nencini e firmata da Emma Bonino, +Europa; Maurizio Buccarella, 5 Stelle; Roberto Rampi, PD; Loredana De Petris, LEU; Carlo Martelli, Gruppo Misto; Elena Fattori, 5 Stelle; Tommaso Cerno, PD; Matteo Mantero, 5 Stelle.

La mozione è il primo sviluppo parlamentare dell’appello formulato a fine gennaio da Carlo Troilo, dirigente della Associazione Luca Coscioni, in vista del 90° anniversario del Concordato: appello subito fatto proprio dalle associazioni laiche UAAR, Libero Pensiero Giordano Bruno e Democrazia Liberale e firmato da centinaia di intellettuali (fra cui due ex giudici della Corte Costituzionale).

Tutti questi privilegi per la Chiesa Cattolica – è detto nella mozione – contrastano con la crescente secolarizzazione della società italiana dove i cattolici praticanti sono circa il 30% della popolazione, e scendono al di sotto di questa percentuale fra i giovani.

“Il nostro obiettivo – dichiara Carlo Troilo, Dirigente Ass. Luca Coscioni – è quello della laicità dello Stato, che non è un obiettivo antireligioso, ma anzi profondamente rispettoso della libertà religiosa e di espressione. Vorrei che la scuola fosse il luogo dove vengono insegnati il pensiero critico e l’educazione civica, e vorrei che il danaro pubblico fosse utilizzato per finanziare progetti di interesse pubblico invece che assegnati a fondo perduto a organizzazioni religiose, che poi lo utilizzano anche per campagne politiche, come accaduto per il sabotaggio del referendum sulla legge 40. I privilegi fiscali per gli enti legati al Vaticano, oltre ad essere un danno per tutti i cittadini, sono una offesa innanzitutto ai cattolici, che vedono impropriamente utilizzata la motivazione religiosa per imporre misure di iniquità fiscale”.

Una iniziativa legislativa volta ad ottenere gli stessi risultati è in fase di avvio alla Camera dei Deputati ad opera di Riccardo Magi, +Europa.

LA MOZIONE E I FIRMATARI

Il Senato della Repubblica,

considerato che:

la revisione del Concordato pattuita nel 1984 (accordo Craxi – Casaroli) aveva introdotto tre importanti novità: la religione cattolica non era più la religione di Stato, il suo insegnamento nella scuola statale aveva carattere facoltativo, e il finanziamento diretto della chiesa da parte dello Stato (congrua) veniva sostituito dall’autofinanziamento da parte dei fedeli grazie al meccanismo dell’8 per mille;

le scelte politiche degli anni successivi si mossero in direzione opposta, riportando in essere i privilegi accordati nel 1929;

le conseguenze furono che la religione cattolica è rimasta “religione di Stato” nel sentire e soprattutto nei comportamenti della nostra classe politica; il suo insegnamento in molte scuole è tuttora di fatto “obbligatorio”, per la casualità o la totale mancanza delle alternative; lo stipendio dei suoi insegnanti è a carico dello Stato ed essi entrano nei ruoli della scuola senza concorso, con l’impegno a trovare loro un’altra collocazione nel caso la Chiesa – che li designa – ritiri loro la sua legittimazione;

l’abolizione della congrua è stata più che compensata dal meccanismo dell’otto per mille e dai criteri arbitrari con cui viene eseguita la ripartizione della quota “non destinata” dai contribuenti (circa la metà del totale); un meccanismo che privilegia la Chiesa Cattolica, “interpretando” in suo favore la volontà di quanti non esprimono alcuna opzione fra quelle possibili;

tutti questi privilegi contrastano con la crescente secolarizzazione della società italiana dove i cattolici praticanti sono circa il 30% della popolazione, e scendono al di sotto di questa percentuale fra i giovani;

nel Paese si assiste ad un crescente imbarbarimento della vita civile per la carenza di informazioni – sulla Costituzione e le leggi dello Stato e sui doveri e diritti dei cittadini – fornite ai ragazzi dalle famiglie, dai mass media e dalla stessa scuola;

impegna il Governo:

ad abolire l’ora di religione ed a sostituirla con un’ora obbligatoria di educazione civica;

a formalizzare la richiesta alla Conferenza episcopale italiana di avviare la procedura prevista dall’articolo 49 della legge 20 maggio 1985, n. 222, al fine di modificare l’articolo 47 della stessa legge riducendo l’aliquota e modificando il meccanismo delle quote inespresse relativamente all’otto per mille;

a rivedere – per renderle efficaci – le norme relative all’IMU sui beni immobili della Chiesa Cattolica e ad intraprendere un’azione determinata per dare attuazione alla recente sentenza della Corte Europea, recuperando l’ICI non pagata in passato.

Riccardo Nencini, proponente
Emma Bonino, +Europa
Maurizio Buccarella, 5 Stelle, autore della norma che ha abolito il reato di clandestinità
Roberto Rampi, PD, operatore culturale e giornalista
Loredana De Petris, LEU, ambientalista
Carlo Martelli, matematico, anticlericale, passato da 5 Stelle a Misto
Elena Fattori, Biologa, 5 Stelle area Fico
Tommaso Cerno, PD, giornalista (già direttore Espresso)
Matteo Mantero, 5 Stelle, primo firmatario legge T BIO

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