domenica, 26 Maggio, 2019

Nuovo film e nuova storia a fumetti per i 60 anni di Asterix

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Asterix, Obelix, Panoramix, Ideafix e tutti gli altri componenti la mitica e bellicosa tribù di Galli dell’Armorica, l’odierna Bretagna, che resiste agli invasori Romani grazie a una pozione magica, sono tornati in pompa magna e hanno una grande voglia non solo di continuare a pestare i legionari di Cesare ma anche di festeggiare con champagne di marca i 60 anni di vita del fumetto che, con 111 versioni tra lingue e dialetti vari, compresi il latino e in braille (il sistema di scrittura per i non vedenti), è il più tradotto al mondo e uno dei più venduti. Un paio di dati: il 37esimo albo “Asterix e la corsa d’Italia”, uscito a ottobre 2017, ha venduto 5 milioni di copie (pari a 20 milioni di lettori). Mentre tutta la serie ha superato i 300 milioni di copie.

«Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli resiste ancora e sempre all’invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum», così racconta la tavola dell’esordio di Asterix e compagni, che avviene il 29 ottobre 1959 sul primo numero di un giornale per adolescenti, la rivista “Pilote”, fondata da Radio Luxembourg.

Padri della tribù dei Galli che tiene testa alla legioni di Cesare sono lo sceneggiatore Renè Goscinny (Parigi, 14 agosto 1926 – 5 novembre 1977), e il disegnatore francese di origine italiana Albert Uderzo (Fismes, 25 aprile 1927), che è anche il direttore artistico di “Pilote”. I due realizzano un albo all’anno (raramente due) fino alla morte di Goscinny, quando la serie viene continuata da Uderzo sino al 2013, quando la tribù di Asterix passa nelle abili mani di Jean-Yves Ferri (testi) e Didier Conrad (disegni), che ancora oggi si occupano dei personaggi.

Interessante anche la storia editoriale di Asterix. In Francia è stato pubblicato in volume dalla casa editrice Dargaud sino al 1998 quando, al termine di una lunga battaglia legale, ha dovuto rinunciare ai diritti. La vertenza ha suscitato un grosso clamore internazionale perché di autori che hanno perso la battaglia sui diritti dei loro personaggi contro lo strapotere degli editori sono piene le fosse. Invece, in questo caso, Uderzo si è calato proprio nei panni del suoi piccolo e bellicoso Gallo riuscendo ad abbattere Cesare, cioè la Dargaud, portandogli via con un colpo solo qualcosa come il 40 per cento del fatturato, se non ricordiamo male. E non è stato un colpo indolore perché Asterix rendeva e continua a rendere tanti soldi.

La sentenza che ha stabilito che i diritti di Asterix ritornavano ad Uderzo (in quanto autore sopravvissuto) ha fatto epoca. Il papà di Asterix, questi diritti li ha girati a sua volta alla neonata Edizioni Albert René, da lui fondata. Dieci anni dopo ha venduto la quota di maggioranza alla Hachette Livre, così da permettere ai suoi Galli di continuare a combattere contro le legioni di Cesare anche dopo la sua morte. Uderzo, che sta per compiere 92 anni, da qualche anno si occupa solo della supervisione delle storie.

I festeggiamenti italiani per i 60 anni di Asterix sono iniziati nei giorni scorsi con l’uscita nelle sale del nuovo cartone “Asterix e il segreto della pozione magica”, sono proseguiti con l’omonimo volume illustrato tratto dal film e raggiungeranno l’apice il 24 ottobre prossimo con la pubblicazione del 38esimo albo inedito, dal titolo ancora sconosciuto.

“Asterix e il segreto della pozione magica” (Astérix: Le Secret de la Potion Magique), diretto da Alexandre Astier e Louis Clichy, è il secondo realizzato in computer grafica, e il 14esimo della serie, contando live action e animazione. Il lungometraggio ha già ottenuto risultati lusinghieri al box office, conquistando anche gran parte della critica.

Dopo il successo di “Asterix e il regno degli Dei” (Astérix: Le Domaine des dieux, 2014), la coppia di registi ha puntato su una storia originale di Alexandre Astier, piuttosto che riadattarne una già pubblicata a fumetti.

La trama (senza spoiler) racconta di Panoramix, che si è rotto una gamba cadendo da un albero, mentre raccoglieva il vischio. L’anziano druido ritiene quindi che sia tempo di passare a un giovane allievo il segreto della pozione magica, quella che dà ai membri della tribù la super forza grazie alla quale hanno sempre ridicolizzato i Romani. Così Asterix e Obelix vanno alla ricerca in tutta la Gallia di un giovane sostituto, con molti dei candidati che si rivelano incapaci o assolutamente ridicoli. Approfittando dell’assenza dei due amici, e di Panoramix obbligato a letto, i legionari romani, guidati dal ridicolo Tomcrus, (ogni riferimento a famosi attori hollywoodiani è assolutamente voluto) tentano di conquistare il villaggio. Come se non bastasse, il malvagio mago Sulfurix, riapparso improvvisamente dopo dieci anni di esilio, punta ad appropriarsi della ricetta segreta della pozione magica così da prendere il posto di Panoramix. Ricetta magica segretissima che sembra contenere carote, sale, pesce, miele, idromele, oltre a vischio fresco che deve essere raccolto solo con un falcetto d’oro.

Contemporaneamente all’uscita del cartone animato, è stato pubblicato il volume tratto dal film, con l’adattamento di Olivier Gay e le illustrazioni di Fabrice Tarrin, per la prima volta alle prese con la banda di Asterix.

Mentre si sa ancora poco dell’albo in uscita a ottobre. La storia è circondata da un muro di riservatezza: il titolo è più segreto della formula della pozione magica di Panoramix, sulla trama si sa solo che sarà ambientata nel villaggio dei Galli, mentre in Internet gira una singola tavola che ha solo scatenato la curiosità dei fan senza svelare nulla.

E, a proposito di pozioni, quale è il segreto della magia di Asterix, di un successo globale lungo 60 anni? Goscinny e Uderzo cercavano un personaggio nuovo, non volevano fare la “solita storia” con il “solito eroe”. Cercavano un’ambientazione nuova con dei personaggi nuovi che potessero divertire i lettori giovani e no stufi delle solite minestre. Ci voleva un nuovo eroe, meglio se un anti-eroe, non alto e con un fisico bestiale ma basso e mingherlino, che usa astuzia e intelligenza, oltre che la pozione magica, per districarsi in un mondo pieno di ladri, di romani, e di pericoli di vario genere. Un mondo antico, a cavallo tra storia e leggenda, tra avventura e umorismo, specchio neanche tanto distorto dei nostri tempi, quando necessario. Il genere western aveva rotto, la generazione di Métal Hurlant portava ancora i calzoni corti, e nessuno aveva pensato di scegliere il periodo dell’invasione romana per ambientarvi un fumetto.

Come ogni capolavoro degno di questo nome, l’epopea di Asterix è stata vivisezionata alla ricerca dei significati più reconditi, e ognuno vi ha trovato quello che cercava: le storie del Gallo più famoso dei fumetti celebrano la Resistenza della Francia nella Seconda guerra mondiale; la Grandeur di Charles De Gaulle, hanno quell’acceso campanilismo tipico dei piccoli paesini, ecc. ecc.

Ma, almeno per chi scrive, la realtà è molto più semplice: Goscinny e Uderzo erano bravi a scrivere e a disegnare storie piene di umorismo e di avventura, zeppe di riferimenti storici e culturali, di scudisciate contro personaggi e stereotipi attuali e che ancora oggi colpiscono nel segno. Il magico duo si divertiva a farlo ed era molto bravo a coinvolgere i lettori in un fuoco pirotecnico di strizzatine d’occhio, sottintesi, giochi di parole a ritmo indiavolato.
Ed erano anche due grandi e bravi professionisti. Goscinny si è documentato a fondo su quel periodo storico, scrivendo storie molto spassose e ricche di arguti riferimenti alla vita moderna, mescolando abilmente la storia con la parodia, l’avventura con l’umorismo. Uderzo, da parte sua, ha disegnato con molta cura non solo gli sfondi e le case, i costumi e gli utensili, ma anche sfondi e paesaggi, equilibrando il tratto umoristico con quello realista.

L’ultima citazione è per il primo traduttore italiano delle avventure di Asterix: Marcello Marchesi. Sua la versione di SPQR (dal latino Senatvs PopvlvsQve Romanvs – il Senato e il Popolo Romano) in “Sono Pazzi Questi Romani”. A veder la giunta Raggi e le recenti polemiche scatenate dal governo gialloverde e dalla destra contro i nostri cugini d’oltralpe, viene da chiedersi se Marchesi non fosse anche un indovino o un druido come Panoramix.

Antonio Salvatore Sassu

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