sabato, 24 Ottobre, 2020

Un nuovo patto fra lo Stato e i contribuenti

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Gli stati generali sono finiti. Per rilanciare l’economia e far ripartire l’Italia certo non mancano le idee. Ora spetta alla politica, a cominciare dal Governo, realizzarle.
Il primo passo è quello che i socialisti chiedono da tempo al governo: andare nel luogo deputato alla discussione, specialmente su temi così importanti: il Parlamento.

Ma se non diamo risposte credibili ad alcune domande semplici, difficilmente le proposte venute fuori dagli Stati generali troveranno terreno fertile. Come realizziamo tutto quello che è venuto fuori dagli Stati Generali? E in quanto tempo? Con quali risorse?

Un tema su tutti: la diminuzione delle aliquote Iva. Premesso che i socialisti sono sempre stati a favore dell’abbassamento delle tasse e del taglio del cuneo fiscale, il punto è capire se esiste la volontà di dar vita ad una riforma complessiva del fisco, che parta inevitabilmente dalla riduzione delle tasse e che rivoluzioni il concetto del fisco. Un sistema non più basato soltanto “sulla punizione” dell’evasore, ma che sia improntato prevalentemente sull’incentivo a chi contribuisce in maniera regolare e trasparente versando le tasse. Incentivare a fare bene, insomma. È necessario un nuovo patto fra lo Stato e il contribuente: il primo deve abbandonare la propria tendenza di vessatore dei cittadini ma il secondo deve assumersi le proprie responsabilità. Solo mettendo in campo questo nuovo concetto nel rapporto biunivoco si potrà segnare un nuovo passo e riformare il nostro fisco.


Enzo Maraio

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