lunedì, 23 Novembre, 2020

UN PO’ DI RISTORO…

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Dopo l’approvazione del Dl Ristori in un Consiglio tenuto nel pomeriggio prima della riunione con i capigruppo di maggioranza, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato i dettagli del provvedimento in conferenza stampa. Con lui anche i ministri dell’Economia, Gualtieri e dello Sviluppo economico, Patuanelli. “I contributi a fondo perduto” previsti dal dl ristori “arriveranno direttamente sul conto corrente con bonifico dell’Agenzia delle entrate, in automatico nei prossimi giorni. Già a metà novembre chi aveva aderito alla prima edizione del contributo a fondo perduto li avrà, successivamente anche gli altri”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Ora il nostro obiettivo è mettere sotto controllo la curva epidemiologica e mettere in sicurezza il Paese. Le nostre scelte possono essere sindacate ma non abbiamo agito in modo discriminato, non abbiamo chiuso attività che ritenevamo meno importanti di altre, non ci sono attività di serie a e di serie b”.

Le proteste di queste ore hanno richiamato il Governo alle sue responsabilità. Tutte le città principali hanno visto scendere in piazza chi, con il nuovo Dpcm, ha visto da un giorno all’altro la chiusura anticipta o definitiva del proprio esercizio commerciale, tuttavia ci sono stati disordini e scontri nelle maggiori città come Torino o Milano.
In ogni caso è servito come campanello d’allarme per l’Esecutivo con Conte che corre ai ripari e annuncia sovvenzioni e aiuti per i commercianti.
“Nelle stesse ore in cui lavoravamo alle norme del DPCM, abbiamo lavorato per far arrivare risorse in tempi record alle categorie penalizzate. Oggi alle 15 abbiamo un CdM in cui approviamo un decreto con immediate misure di ristoro e indennizzi”, ha detto Giuseppe Conte nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con le categorie.

“Il Governo si assume le proprie responsabilità ed è giusto che il suo operato sia sindacato e sottoposto a critiche, ma se perdiamo di vista l’obiettivo di marciare tutti insieme nella stessa direzione per uscire dalla pandemia, rischiamo di aggravare la situazione nel Paese”, ha aggiunto.

Nell’elenco ci saranno sicuramente bar, pasticcerie, ristoranti costretti a chiudere alle 18, ma anche cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, centri sportivi, piscine. Sono tutte quelle categorie che devono chiudere alle 18 o tenere del tutto le serrande abbassate. Ma le maglie potrebbero allargarsi ad altri settori: la questione è ancora sul tavolo, perché è difficile stabilire un criterio per decidere quali categorie non oggetto di chiusura o divieti hanno diritto agli indennizzi e quali no. Si stanno valutando, appunto, anche gli alberghi e le strutture turistiche, così come i tassisti. Intanto verrà allargata la platea dei lavoratori che hanno diritto agli aiuti: una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, che dovrebbe essere di 800-1000 euro.

“Pezzo forte” del decreto sul tavolo del Consiglio dei Ministri in programma nel primo pomeriggio, dunque, i ristori a fondo perduto che arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre”, avrebbe inoltre detto il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel corso dell’incontro con le categorie. Il nuovo intervento a fondo perduto avrà un funzionamento legato al meccanismo già utilizzato con il decreto Rilancio, il mese di aprile resterà il punto di riferimento: “Per alcuni settori il coefficiente sarà 1, per i ristoranti 1,5”, per altri settori potrà arrivare a 2 (quindi ristoro doppio rispetto a quanto già ricevuto). Nel decreto ci saranno anche “sostegni specifici per turismo e somministrazione”, cioè bar, ristoranti, pub.

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