venerdì, 22 Marzo, 2019

Un sogno lungo 30 anni: in mostra tutti i segreti della Pixar

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Il mondo dei cartoni animati ha subìto una rivoluzione epocale, pari almeno a quella che ha prodotto “Biancaneve e i Sette Nani” di Walt Disney nel 1937, quando è uscito il lungometraggio “Toy Story – Il mondo dei giocattoli”. Siamo nel 1995 e stiamo parlando del primo lungometraggio della Pixar, casa di produzione cinematografica specializzata in CGI, computer-generated imagery, cioè in immagini generate al computer.

La Pixar, che dal 2006 è di proprietà della Walt Disney, nasce nel 1986, quando Steve Jobs (cofondatore della Apple) acquista un dipartimento dalla Lucasfilm di George Lucas (l’inventore di Star Wars) e dà vita, appunto, alla Pixar puntando sullo sviluppo di software per la computer graphics in 3D, realizzando anche diversi cortometraggi animati in proprio, distinguendosi sin dagli inizi per un originale cocktail di arte e tecnologia.

Dopo qualche anno di rodaggio, nel 1995 arriva, appunto, il grande successo mondiale di “Toy Story – Il mondo dei giocattoli”, in assoluto il primo lungometraggio a cartoni animati realizzato completamente in computer graphics. Basato sulla felice intuizione di raccontare che cosa fanno i giocattoli quando nessuno li vede, diretto da John Lasseter e distribuito dalla Walt Disney, Toy Story ha fatto da apripista a più di una ventina di pellicole, dove si contano diversi capolavori, tipo “Alla ricerca di Nemo”, “Gli Incredibili”, “Cars”, “Ratatouille”, “Wall.E”, “Up”, “Ribelle – The Brave”, Monsters & Co.”, “Inside Out”, “Coco”, sino ad arrivare al recente “Gli Incredibili 2” e in attesa di “Toy Story 4”, che uscirà l’anno prossimo, tutti film che si caratterizzano per le trame originali e coinvolgenti, per le sceneggiature precise come un orologio svizzero e per i protagonisti a dir poco memorabili.

Nel 2016 la Pixar ha compiuto trent’anni di attività e li sta ancora festeggiando con una grande mostra itinerante, che ha fatto il suo debutto al MoMa di New York, dove c’è veramente tutto quello che avreste voluto sapere e che non avete mai osato chiedere sull’universo narrativo della casa di produzione.

Mostra che non è mai la stessa: ogni tappa propone allestimenti diversi perché c’è sempre del materiale da aggiungere, nuove storie e nuovi personaggi da raccontare, tratti dalle novità al cinema o dai film in lavorazione.

Una tappa di questo tour mondiale è approdata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove la mostra “Pixar. 30 anni di animazione”, curata da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei, per l’edizione italiana, con Fabio Forsanari che ha ideato il percorso espositivo, resterà aperta sino al 20 gennaio 2019.

Ma non è tutta tecnologia quella che riluce. Prima del computer, dei digital media, c’è sempre l’uomo con le sue idee e il suo lavoro manuale. Alla Pixar, infatti, usano ancora lavorare sul tavolo da disegno con le matite, i bozzetti, le tempere, i pastelli, le sculture. Come dimostrano le oltre 400 opere esposte a Roma, tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, accompagnanti da una serie di video che raccontano questo lavoro da artigiani.

Ideato da Fabio Fornasari, con uno spazio per ogni film Pixar, il percorso si sviluppa su tre piani: Personaggio, Storia e Mondo, i tre elementi fondamentali necessari per realizzare grandi film come quelli della Pixar,

La visita propone diverse proiezioni video e due installazioni straordinarie, l’Artscapee lo Zoetrope, dove le opere esposte prenderanno vita per una full immersion dei visitatori nell’universo Pixar.

Oltre a visitare la mostra, si può partecipare a incontri con esperti che raccontano l’universo Pixar con approfondimenti sui personaggi dei film, sulle tecniche di animazione e sugli studi.

E non potevano mancare i film realizzati dalla Pixar in questi trentadue anni, con le proiezioni di tutti i cartoons, da “Toy Story” a “Gli Incredibili 2”, con il travolgente ritorno della famiglia Parr sugli schermi di tutto il mondo.

Antonio Salvatore Sassu

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