domenica, 15 Settembre, 2019

Un tennis sempre più vivo, Sonego e Fabbiano show

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L’erba che prepara all’appuntamento con Wimbledon è sempre più verde, più florida che mai; per due ragioni: sia perché regala risultati sorprendenti che mostrano il fermento che questo sport e tale superficie vivono, sia perché dà modo anche a giovani di mettersi in mostra, tra cui non mancano gli italiani. La prima rivelazione arriva proprio dal torneo dell’Atp 250 di Antalya (in Turchia); qui si è imposto Lorenzo Sonego, che ha sconfitto in finale un altro giovane, ovvero Miomir Kecmanović (che a Wimbledon si è ritirato al secondo turno contro Paire sul 7/6 6/4 per il francese). Il 24enne azzurro si è imposto in tre set col punteggio di 6/7(5) 7/6(5) 6/1. Come già capitato in precedenza, il giovane torinese ha vinto in rimonta, riprendendo le redini del gioco e dello scambio, anche grazie a un ottimo servizio: non tanto per gli aces messi a segno, quanto per la potenza e precisione della battuta, con servizi a 223-224 km/h. La nota positiva è la tenuta fisica di Sonego, che ha resistito anche in condizioni di caldo estremo e di umidità (la sua semifinale contro Carreno Busta, infatti, era stata sospesa per campo scivoloso). Si sono visti, infatti, ombrelli tra gli spalti per proteggersi dal sole più che dalla pioggia. Anche al torneo Atp di Eastbourne in finale è arrivato un altro tennista italiano. Se Lorenzo è salito alla posizione n. 46 del mondo (suo best ranking), con gioia immensa, vediamo come una soddisfazione enorme sia stata anche per Thomas Fabbiano raggiungere la finale ad Eastbourne. Viene fermato solamente dal servizio potente di San Querrey, ma ha messo in campo un ottimo tennis e ha dimostrato una buona attitudine all’erba, confermata anche a Wimbledon, dove il 30enne azzurro è stato artefice dell’eliminazione al primo turno della testa di serie n. 7 del tabellone: Stefanos Tsitsipas, sconfitto al quinto set. Il greco è sembrato molto nervoso e falloso, ma bravo Thomas a restare sempre in partita e a controllare l’avanzata dell’avversario, che per lui poteva essere pericoloso sulla diagonale del rovescio in attacco col suo dritto lungolinea molto insidioso. Spesso l’azzurro lo ha messo in difficoltà con traiettorie profonde, anche centrali al corpo, che hanno costretto all’errore il greco, un po’ risentito del rendimento un po’ inferiore al suo standard: il sorriso di Fabbiano e le smorfie di disappunto e i lunghi sospiri di Stefanos hanno mostrato il diverso stato mentale in particolare (più che fisico) in campo. Vediamo bene il percorso dei due prima di ed a Wimbledon, mettendoli a confronto.
Sonego, dopo la vittoria ad Antalya, si è fatto sorprendere al primo turno da Granollers per 7/6(4) 6/4 6/4; così come hanno perso anche Paolo Lorenzi (da Medvedev, per 6/3 7/6 7/6), Marco Cecchinato da De Minaur e Camila Giorgi, (con un doppio 6/3 dalla giovane esordiente talentuosa Yastremska); al contrario, il tennista pugliese di San Giorgio Jonico, dopo l’amaro della delusione della sconfitta a un passo dal successo in finale (davvero sfiorata e quasi un po’ sprecata), ha dato il meglio di sé a Wimbledon, con l’exploit in 5 set su Tsitsipas per 6/4 3/6 6/4 6/7(vinto per 10 punti a 8) 6/3 (con doppio break, sul 3-3 e poi quello decisivo finale e conclusivo sul 5-3 con il greco al servizio).
Sicuramente di entrambi resteranno i buoni risultati ottenuti nei tornei precedenti il Grand Slam. In Turchia Lorenzo ha sconfitto avversari come Adrian Mannarino (giustiziere del nostro Stefano Travaglia al Roland Garros e testa di serie n. 2 del torneo di Antalya) per 3/6 7/6 6/3 (dopo aver eliminato al primo turno Joao Sousa per 6/3 7/6); e Pablo Carreno Busta, sempre per 6/3 7/6.
Thomas Fabbiano, invece, ad Eastbourne ha davvero mancato di poco il titolo. Dopo aver eliminato al primo turno il qualificato Ward, con un doppio tie-break ha eliminato Laslo Djere; poi Gilles Simon con un netto 6/4 6/3; poi solamente lo statunitense Sam Querrey in semifinale ha arrestato la sua corsa sul 6/3 6/7 6/3. Il torneo di Eastbourne è stato interessante per il nome del vincitore: non si è trattato, infatti, di Querrey, ma dell’altro statunitense (nel derby di finale tutto americano) Taylor Fritz. Il 21enne ha completamente dominato l’avversario, spostandolo continuamente e ‘infilandolo’ col suo dritto micidiale, oltre che col servizio e gli aces a raffica. Nulla da fare per Querrey e il punteggio netto di 6/4 6/3 la dice molto lunga sugli equilibri in campo. Onore al merito a Taylor. Tra l’altro Querrey, al primo turno a Wimbledon, ha eliminato Dominic Thiem (testa di serie n. 5) per 6/7 7/6 6/3 6/0). Viceversa, il torneo di Antalya (con main sponsor la Turkish airlines), ha fatto registrare un episodio rilevante: indice del gran caldo e delle difficili condizioni di gioco, Thompson ha dovuto richiedere il medical time out e farsi misurare la pressione, per un lieve malore (forse una botta di caldo o un principio di disidratazione scongiurato), proprio nella semifinale contro Miomir Kecmanovic. Forse il match più straordinario, quello più lungo, combattuto ed equilibrato del torneo, terminato per 6/7(5) 7/6(5) 7/6(1). E sicuramente anche il giovane avversario vincitore ha pagato lo scotto di questa dura lotta in finale contro Sonego. Thompson è stato protagonista di un’altra maratona anche a Wimbledon, dove si è arreso a Kyrgios al quinto set (7/6 3/6 7/6 0/6 6/1 il punteggio finale). Tra l’altro Fritz ha vinto su Berdych a Wimbledon il primo turno (per 6/4 6/4 6/3).
Di sicuro nessuno pensava che i due azzurri potessero fare così bene proprio sull’erba e che il torinese potesse vincere il suo primo titolo in carriera su questa superficie. Nota a margine per quanto riguarda gli italiani, quella di Andreas Seppi, che ha perso subito al primo turno ad Antalya (da Bernard Tomic, per 4/6 6/4 6/4) ed anche a Wimbledon; e di Marco Cecchinato, eliminato ad Eastbourne (ed anche a Wimbledon, come detto) al primo turno da Hurkacz con un doppio 6/4. Bene, invece, Berrettini (3/6 6/3 6/2 7/6 a Bedene) e Fognini (5/7 6/3 6/4 4/6 6/4 a Tiafoe, ma avrebbe potuto chiudere prima il match).
Nel femminile del Wta di Eastbourne, invece, a disputare la finale sono state le due tenniste più in forma del momento e quelle più insidiose e molto competitive a Wimbledon (oltre alla Barty: nessun problema per lei a Wimbledon sulla Zheng, regolata con un netto 6/4 6/2), soprattutto il nome della vincitrice di Eastbourne: Karolina Pliskova. Dopo la terra rossa di Roma, la ceca ha conquistato l’erba, battendo in finale la tedesca Angelique Kerber 6/1 6/4. Tuttavia la tedesca ha giocato un buon torneo ed è sembrata in forma ed essere tornata a livello dei bei tempi; tanto che, anche a Wimbledon, non ha avuto problemi a superare il primo turno contro Tatiana Maria (sconfitta per 6/3 6/4). A Wimbledon occhio alla Kvitova, tornata dall’infortunio al braccio ma in stato smagliante, che ha dato sfoggio del suo miglior tennis, giocando pressochè alla perfezione contro la Jabeur (dominata totalmente e facilmente per 6/4 6/2). Anche la Pliskova al Wimbledon non ha avuto problemi: Karolina ha eliminato Monica Puig per 6/0 6/4, in un match senza storia. Mentre esce di scena al primo turno Maria Sharapova (ritiratasi sul 4/6 7/6 5-0 per la Parmentier per un infortunio alla mano; ma avrebbe potuto chiudere al secondo set, invece si è fatta rimontare e l’avversaria ha cominciato ad essere più incisiva).
Vogliamo segnalare altre notizie (non troppo positive), ma prima diamo altri aggiornamenti da Wimbledon sugli italiani. Nulla da fare per Giulia Gatto-Monticone contro Serena Williams (l’americana ha vinto 6/2 7/5) né per Caruso che, come Cecchinato, ha perso in tre set: Salvatore ha ‘rimediato’ un 7/6 6/3 6/2 da Simon; mentre Marco un 6/0 6/4 7/6 da De Minaur.
Oltre a queste sconfitte, vogliamo dedicare un po’ d’attenzione al ritiro di Lucie Safarova e all’infortunio (l’ennesimo, al ginocchio) di Juan Martin Del Potro che, probabilmente, dovrà rioperarsi. Una vera sfortuna per il gigante buono argentino, un po’ disperato per questi continui problemi fisici che gli impediscono di giocare come e quanto vorrebbe; amarezza per l’uscita di scena della Safarova: ex n. 5 del mondo nel 2015, ha vinto sette titoli in singolare; è stata anche un’ottima doppista, ha vinto ben 15 titoli Wta ed è arrivata, nel 2017, al n. 1 della classifica mondiale in doppio, in coppia con Bethanie Mattek-Sands ; La tennista ceca ha comunque garantito che non lascerà definitivamente il tennis: non è un addio, tornerà e resterà nel campo, anche se non sa bene in che modo.

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