mercoledì, 11 Dicembre, 2019

Elezioni politiche. Un vento nuovo soffia in Kosovo

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Un vento nuovo soffia in Kosovo dopo le elezioni politiche anticipate di domenica 6 ottobre. Elezioni che erano state convocate dal Presidente della Repubblica Thaci in seguito alle dimissioni del Governo avvenute dopo l’ incriminazione del Premier Ramusch Haradinaj da parte del Tribunale speciale dell’Aia per i crimini di guerra commessi dal disciolto Uck (esercito di liberazione del Kosovo) durante il conflitto del 1996-99 che portò all’indipendenza dalla Serbia. La sconfitta dei partiti nati proprio dallo scioglimento dell’Uva, l’Aek (alleanza per il futuro del Kosovo) e il Partito democratico del Kosovo, apre nuove prospettive alla ripresa dei negoziati con la Serbia che negli ultimi tempi si erano praticamente interrotti e addirittura pericolosamente deteriorati per l’irrigidimento delle posizioni nonostante i tentativi di Germania e Francia di ricomposizione.

Hanno vinto i partiti dell’opposizione, la Ldk (lega democratica del Kosovo) di centro destra e a poca distanza il Lvv (movimento di autodeterminazione) di sinistra nazionalista guidato da Albin Kurti che guidò le proteste studentesche contro Milosevic. Tutti e due questi partiti si erano detti contrari alla applicazione dei dazi doganali con la Serbia che avevano provocato le proteste di Belgrado e sono favorevoli agli inviti dell’Europa per una ripresa del dialogo. Nelle zone del Nord un notevole successo lo ha ottenuto il partito della minoranza serba “Srpska Lista” che aveva subito nelle scorse settimane una pesante campagna denigratoria da parte delle autorità di Pristina e di contro l’apprezzamento del Premier serbo Aleksandar Vucic.

E’ molto probabile che i due partiti usciti vincitori dalle elezioni trovino, nei prossimi giorni un accordo per formare un nuovo Governo alla guida del quale potrebbe esserci, per la prima volta nella storia della giovane repubblica, una donna Vjosa Usmani, candidata Premier della Lega democratica del Kosovo. Laureata in legge all’Università di Pristina, specializzatasi nelle Università americane, deputata da molti anni, conosciuta e stimata a livello internazionale , decisa sostenitrice dell’adesione all’Unione europea sembra proprio la persona che potrebbe aiutare concretamente il Kosovo a superare questa difficile fase in cui l’indipendenza non è ancora riconosciuta completamente a livello internazionale. Per questo è ovviamente necessario una ripresa costruttiva del confronto politico con la Serbia, su cui più volte si è detta favorevole. L’Europa, ma anche gli Usa, che hanno dislocato alcune basi militari nel territorio kosovaro, guardano con estrema attenzione a questa prospettiva essenziale per la crescita economica dell’area balcanica.

Alessandro Perelli

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