martedì, 11 Agosto, 2020

“Un viaggio a Teaulada”, Nicola Contini tra i vincitori di Annecy

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La prima edizione online del Festival Internazionale del Cinema di Animazione di Annecy, il più importante del mondo, conclusasi il 30 giugno scorso, ha proclamato anche i vincitori dell’Annecy International Animation Film Festival Mifa Pitches. Concorso, per il quale sono stati selezionati 39 progetti su oltre 630 partecipanti, che assegna ai vincitori un periodo di mentoring a distanza, tenuto dai migliori esperti di sviluppo progettuale, in modo da preparare al meglio la presentazione (pitch) finale.

Tra i vincitori c’è anche “A Trip to Teulada” (Un viaggio a Teulada), che si è aggiudicato il TitraFilm Prize nella categoria “Pitches” dedicata ai lungometraggi.

La storia, scritta da Nicola Contini, che ha realizzato anche la sceneggiatura insieme a Lara Fremder ed Emanuele Milasi, inizia nel 2018 ad Ajaccio. Assunta, una donna di più di novant’anni, colpita da un malore, è soccorsa dalla sua vicina, la 16enne di origine siriana, Fatima. Assunta, che per lungo tempo non ha più voluto sapere del suo piccolo paese natio nel Sulcis, in Sardegna, a causa forse del malore che le ha ridestato antichi ricordi, si trova a fare i conti con il proprio passato, sconvolto dalla creazione del poligono militare più grande d’Europa. Con l’improvvisa comparsa di figure e ricordi che hanno popolato la sua giovinezza, Assunta rivive la dolorosa perdita dell’innocenza dovuta all’arrivo degli eserciti della Nato e l’esproprio delle terre della piccola comunità, subendo sulla propria pelle l’epilogo di un mondo arcaico giunto alla sua fine. Il Viaggio a Teulada del titolo è quello che farà Assunta alla fine della sua storia. Sarà un viaggio di ritorno per ritrovare quella parte di sé che la stava aspettando sepolta tra le dune bianche di Capo Teulada.

Il film è un progetto franco-italiano, con la produzione guidata dalla società corsa Isla Production insieme al gruppo sardo Mommotty, con al timone il regista Nicola Contini, che abbiamo intervistato.

Cosa significa per un film in produzione vincere il TitraFilm Prize e, più in generale, venire selezionato per Annecy?
«Annecy è il più importante festival di animazione del mondo, ed essere tra i selezionati per noi ha rappresentato un traguardo insperato. Figurarsi ottenere un prestigioso riconoscimento. Ciò ci carica di una responsabilità ancora più pesante: fare il film e farlo bello. Inoltre, Per noi essere selezionati ad Annecy rappresenta un sogno insperato e una conferma importante. Annecy è, infatti, per tutti gli amanti del cinema di animazione un luogo quasi fiabesco, incastonato tra le montagne e il lago omonimo, l’antica città si trasforma per una settimana all’anno nel ritrovo dei professionisti più rinomati, di disegnatori alle prime armi ma anche di importanti investitori. E i riflettori sono accesi sulle realtà più interessanti di un mondo, come quello dell’animazione, che, oltre essere arte, è un’industria che muove qualche miliardo di euro l’anno, solo in Europa grazie a serie tv, lungometraggi, video giochi, ecc.».

In pratica, in che cosa consiste il premio vinto da “Un viaggio a Teulada”?
«Il TitraFilm Prize, che prende il nome dalla società TitraFilm, una storica colonna portante dell’industria cinematografica francese, consiste nel supporto alla parte sonora del teaser – cioè un breve anticipo del trailer – che verrà presto realizzato».

Hai partecipato anche alla Mostra del Cinema di Venezia, Cosa ricordi di quella esperienza?
«Partecipai al festival di Venezia nel 2016 con “Asi Stanala Siena / Buongiorno Restelica”, un cortometraggio vincitore del bando Migrarti. Fu proprio in quella occasione che decisi di inserire elementi di animazione in un documentario che raccontava il romanzo di formazione di un giovane rifugiato kosovaro in Italia, le parti di animazione mi servivano per raccontare i ricordi del nostro protagonista in relazione alla dura guerra che sconvolse il Kosovo nel 1998-99. E fu lì che iniziai a lavorare con Riccardo Atzeni, un illustratore e disegnatore di Cagliari che ora è il direttore artistico di “Un Viaggio a Teulada”».

Per un film maker, è utile partecipare ai vari Festival in giro per il mondo?
«Dal 2016 ad oggi, come società di produzione, abbiamo avuto modo di partecipare a diversi mercati (European Film Market a Berlino, in concomitanza del Festival del Cinema di Berlino; MipTv a Cannes, ecc.) che ruotano attorno ai Festival di Cinema e ci siamo resi conto di quanto siano importanti questi momenti di incontro con realtà produttive europee più consolidate della nostra, e di come sia importante nel sistema produttivo odierno condividere i propri progetti. Che spesso trovano curiosità e accoglienza molto positive, così come è stato il caso del nostro progetto con i nostri cugini corsi di Mareterraniu, una realtà produttiva consolidata che si è dimostrata pronta a intraprendere questo lungo percorso assieme a noi».

Come si stanno sviluppando i servizi per l’industria cinematografica in Sardegna? E come superare l’handicap dei trasporti, non solo ai tempi dell’emergenza Coronavirus?

«L’isola è sempre stata una meta ambita per le produzioni cinematografiche, un po’ frenate appunto per la difficoltà dei trasporti. Quello che la legge cinema del 2006, e successivamente la costituzione della Film Commission, ha tentato di fare è stato quello di rafforzare la filiera regionale con il tentativo di inserire competenze locali in ogni reparto e quindi aumentare il know-how che il sistema isolano nel suo complesso può offrire sia sui set relativi al cinema di finzione sia per documentari, videoclip, ecc.».

Quindi la Fondazione Sardinia Film Commission ha svolto e sta svolgendo un ruolo importante?
«Certamente. Proprio grazie alla costanza dei bandi dell’cinema regionali, negli ultimi anni sono nate numerose società di produzione che stanno ottenendo importanti riconoscimenti. Speriamo che si percepisca a tutti i livelli come il cinema sia un’industria culturale, perciò da mettere nella casella industria, lo evidenzierei, e non solo un’attività marginale. Quindi valorizzarlo e dotarlo di strumenti giusti e adeguati ai tempi, così come succede nelle altre regioni. Certo, ora con il post pandemia, riprendere i set sarà molto faticoso, per questo occorre esaltare le peculiarità dell’isola e ospitare sempre più produzioni in sicurezza. Lo possiamo fare».

Perché hai scelto Teulada – sede di una importante base militare – per raccontare luoghi e tempi perduti di Assunta, che va alla ricerca di valori che possiamo definire universali?
«Alcuni anni vidi fa una bellissima mostra a Teulada, si intitolava “Tutta d’oro e di rosa”.  Fu per me una vera e propria epifania. La visitai quando con lo sceneggiatore Milasi stavo raccogliendo informazioni per il nostro progetto di animazione e mi imbattei in questi capolavori assoluti che l’arte sarda aveva saputo produrre riguardo a Teulada, che all’epoca (primi 30 anni del Novecento) veniva considerata come una sorta di luogo mitologico. Era un posto isolato, sembrava quasi cristallizzato nelle sue usanze considerate esotiche anche da tanti sardi. Poi, negli anni Cinquanta, Teulada iniziò a diventare un’altra cosa. E poi ancora, alcuni anni dopo, quando percorrevo la strada che da Sant’Anna Arresi costeggia la base militare, ho iniziato a chiedermi cosa c’era oltre quel filo spinato, cosa c’era prima di quel filo spinato. E la risposta, in fondo, è nella storia comune di tante altre comunità sparse nel mondo».

Quando pensi che “Un viaggio a Teulada” arriverà nelle sale?
«Speriamo nella primavera del 2023. Incrociamo mille dita!».

Antonio Salvatore Sassu

BIOGRAFIA NICOLA CONTINI

Nicola Contini nasce il 2 agosto 1978 a Oristano, in Sardegna. Dopo essersi laureato con una tesi di laurea in Psicologia della Comunicazione dal titolo “Vietato non Toccare. Percezione e fruizione dell’arte nelle persone non vedenti” all’Università degli Studi di Siena, frequenta DOC UT DES, corso di formazione per registi di cinema documentario promosso dal Festival dei Popoli di Firenze. Successivamente, frequenta il Master in Teoria e Pratica in Cinema Documentario all’Universitat Autonoma di Barcelona. Al suo attivo vari cortometraggi e documentari. Nel 2016, realizza il documentario animato “Asi Stanala Siena – Buongiorno Restelica”, con il contributo del progetto Migrarti. Il film è successivamente proiettato al Festival del cinema di Venezia. Finalista al Premio Solinas 2012 per la scrittura cinematografica con il progetto “Il ritorno a casa/ The Secret behind the stockings”, prodotto da Arte, vincitore e proiettato in numerosi festival nazionali e internazionali; Nel 2014 ha curato la regia di vari cortometraggi sotto la direzione artistica del regista Salvatore Mereu per il progetto Giovani e Sviluppo Rurale di 8 Gal della Sardegna Centro-meridionale; ha curato la regia e il montaggio di “Huellas” un documentario sul fotografo argentino Humberto Rivas; “Zingarò”, soggetto vincitore del primo premio al concorso “Il Cinema Racconta il Lavoro” edizione 2010-2011, bandito dall’Agenzia Regionale per il Lavoro e dalla Cineteca Sarda; “La chiave” cortometraggio musicale realizzato con i ragazzi di seconda generazione di Siena, finanziato dal ministero della Gioventù e dalla Regione Toscana; “La superficie delle cose”, cortometraggio vincitore al TerradiSiena Film Festival; Marie-Maria, documentario realizzato nell’ambito del premio “Storie di emigrati sardi” promosso dalla FASI e dalla Cineteca Sarda-Umanitaria; “Op.1207-x”, documentario vincitore a Sección Nueva Autoría, Festival Internacional de Cine de Catalunya-Sitges; 9 Seoul International film festival (Menzione Speciale); Alcances, 40esima Muestra Cinematográfica del Atlántico (Cadice, Menzione speciale); terzo Festival de Artes Audiovisuales de La Plata, Argentina…; “24 for p.s.”, documentario sulla figura della proiezionista cinematografica trasmesso da Current TV.
Si occupa di formazione e ha ottenuto l’insegnamento di Teoria e pratica della documentazione visiva presso l’accademia di Belle Arti di Sassari. Ha curato, inoltre, il corso di formazione Territori viventi, finanziato dal progetto Sillumina- copia privata per la cultura 2017 www.territoriviventi.com e la residenza artistica Indygena https://indygena.org/
Attualmente sta ultimando il documentario in vr (realtà virtuale) a 360 gradi sui tenores sardi. Una serie di 6 puntate sui luoghi del canto riconosciuto patrimonio universale dall’Unesco.
Nel 2013, ha fondato, insieme a Laura, Federica e Matteo la casa di produzione Mommotty srl di Cagliari.

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