domenica, 12 Luglio, 2020

Una democrazia degradata

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Pagine di storia di cui non si vuole parlare. E’ opinione comune che la nostra democrazia abbia subito un grave processo di degrado. La politica, diceva Riccardo Lombardi è la progettazione e la costruzione del futuro. Ciò a cui stiamo assistendo è invece un conflitto permanente da tra personaggi della politica, spesso fondato su bugie e mistificazione della storia. Perché accade tutto questo? È legittimo chiederselo. Il tutto sta su di una questione che non si vuole affrontare e su cui si è fatto gravare un vergognoso silenzio , ovvero la vicenda dell’applicazione dell’Art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana. Proposto dal socialista Lelio Basso e approvato dall’Assemblea Costituente, esso dice : “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Orbene l’articolo nella sua elementare semplicità esprime un concetto sostanziale e di grande rilevanza e cioè “il metodo democratico” che deve caratterizzare l’organizzazione del partito.

Insomma esso deve avere uno statuto che deve presupporre la democrazia interna, ovvero che gli organi devono essere eletti da assemblee congressuali nelle quali gli iscritti esercitano diritti e doveri, e l’azione degli organi deve essere regolata da norme. Mi pare inutile qui rilevare l’importanza dei partiti in una democrazia rappresentativa, essendo essi i canali attraverso i quali si manifesta la volontà popolare. Non esiste quindi democrazia rappresentativa senza partiti. Orbene è altresì evidente che tutto ciò è possibile solo se esistono norme che regolano tutto ciò. Oggi i partiti sono associazioni semplici ai sensi dell’art.36 del Codice Civile, insomma al pari delle bocciofile.

Nella storia della repubblica italiana i maggiori partiti, democrazia cristiana e partito comunista non hanno mai voluto norme rigorose perché ciò imponeva trasparenza nel loro finanziamento. è stato infatti chiarito nel processo per il traffico illecito del petrolio negli anni ‘70 che imponenti finanziamenti giungevano alla dc dai servizi segreti americani, mentre il partito comunista era finanziato dal kgb sovietico. A questi finanziamenti si aggiungevano quelli della grande industria italiana bisognosa di favori dai partiti. La vicenda di tangentopoli lo ha ampiamente chiarito. Bettino Craxi al processo mani pulite disse che tutti sapevano che i bilanci dei partiti erano falsi. Il perché non abbia agito non lo ha chiarito, pur essendo presidente del consiglio dei ministri.

Orbene la politica italiana ha sempre creduto di avere il diritto di regolare la vita della nazione, ma, allo stesso tempo di essere esente da regole, insomma il partito “supra legem” il cittadino “sub lege “ . Questa concezione mostra tutti i limiti della nostra democrazia che in Europa è l’unica a non avere una legge sui partiti politici. Oggi siamo testimoni di un degrado che riassume tutto quanto sopra detto. I congressi che un tempo erano luogo di confronto non si fanno più, i gruppi dirigenti, un tempo democraticamente eletti, non lo sono in gran parte più, sicché i partiti non sono più strumenti della democrazia. In Parlamento vi è un partito che da diciannove anni non fa­’ un congresso . È questo il metodo democratico? Ma di tutto questo nessuno sembra accorgersene ed un silenzio assordante grava sulla democrazia italiana. Purtroppo anche chi si erige a tutore del nostro sistema democratico e della Costituzione ch’è costata migliaia di vite umane, tace.

Levare alta la voce per attuare l’Art 49 è un dovere di chi crede nella libertà e nella democrazia, di chi con coraggio dice “Non si torna indietro“.
Oggi essere democratici vuol dire soprattutto attuare l’art 49 della Costituzione per evitare gli errori di un passato che ha portato il paese nel degrado in cui oggi si trova e da cui bisogna risalire. Viva la Resistenza , viva la Costituzione!


Fabrizio Ferrari

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