sabato, 5 Dicembre, 2020

Una festa in musica sulle rotte degli antichi viaggiatori

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Su Ticketone.it e su Bookingevents.it è già aperta la prevendita dei biglietti per “La notte del caffè”, l’evento musicale che andrà in scena il 4 agosto prossimo alla Cavea del Parco della Musica di Roma, in viale Pietro De Coubertin 30, alle ore 21:00, per la rassegna “Auditorium Reloaded”, organizzata da Menti Associate e Fondazione Musica per Roma, inserita nel nuovo palinsesto di Roma Capitale Romarama.

“La notte del caffè” è una festa in musica che attraversa il Mediterraneo sulle rotte degli antichi viaggiatori. Tre progetti musicali che si incontrano in una notte di musica e sapori: Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio, Stefano Saletti & Banda Ikona e Pejman Tadayon Sufi ensemble.

Tre modi diversi di raccontare il Mediterraneo e le sue tante culture. Questo il senso di una serata speciale nella quale i tre maestri cerimonieri, Citarella, Saletti e Tadayon, da anni riuniti nel progetto del Cafè Loti, presentano i loro progetti solisti in un unico grande spettacolo.

Il programma della serata, infatti, non prevede tre esibizioni separate ma l’unione sul palco delle differenti esperienze: un unico concerto dove i 20 musicisti dei tre ensemble collaborano, interagiscono, suonano insieme nel più ampio concetto di condivisione e partecipazione comune.

La Notte del caffè vuole riproporre il rituale dell’incontro e fare della Cavea dell’Auditorium una nuova piazza simbolica del Mediterraneo, come avveniva nell’antico Cafè Loti di Istanbul, quando i viaggiatori si fermavano a parlare, si conoscevano, suonavano e cadevano le differenze tra Nord e Sud del mondo.

il viaggio che propongono Nando Citarella, Stefano Saletti e Pejman Tadayon, con i rispettivi ensemble uniti nel Cafè Loti, è un percorso sulle rotte della storia che parte dalla Spagna, si incontra con i trobadours francesi, le tammurriate e le cantate popolari di Napoli e del Sud d’Italia, incrocia l’antico canto in Sabir dei popoli mediterranei, attraversa le vie della seta, la Persia e poi si trasforma e diventa una musica nuova capace di vivere di nuova luce, di emozionare e trascinare chi l’ascolta.

Per dimostrare che la musica è il linguaggio del possibile dove l’incontro con l’altro arricchisce, trasforma, innova. Così è stato per secoli prima che si innalzassero barriere e muri figli della paura e dell’ignoranza.

La tammorra risuona su un bouzouki greco, il saz, il setar e l’oud accompagnano il marranzano e il canto a tenore. Un repertorio che, oltre a composizioni originali, spazia da brani della tradizione sefardita spagnola, cantigas e Carmina medievali, a brani di musica classica persiana, madrigali, tarantelle, ballate popolari e canti di libertà.

 

Redazione Avanti

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