sabato, 5 Dicembre, 2020

Una metallara alla Consulta. Maraio: “Giusto riconoscimento”

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“Auguri a Marta Cartabia, prima donna e più giovane presidente della Corte Costituzionale. E’ il un giusto riconoscimento alla competenza, alla professionalità e all’equilibrio di una giurista eccellente. Davvero un bel segnale per l’Italia”. Così in un tweet il segretario del Psi, Enzo Maraio saluta l’elezione di Marta Cartabia a presidente della Consulta.

Marta Cartabia, eletta con 14 voti, quindi dalla totalità dei componenti della Corte, è la prima donna nella storia italiana ad essere eletta presidente della Consulta. Docente di diritto costituzionale all’università di Milano Bicocca, ha 56 anni – è nata a San Giorgio su Legnano il 14 maggio 1963 – ed è a Palazzo della Consulta dal 2011, voluta dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal 2014 a oggi è stata vicepresidente della Corte. La sua presidenza durerà 9 mesi circa: il suo mandato scade infatti il prossimo 13 settembre.

Esulta Pia Locatelli, vicepresidente dell’Internazinale socialista donne: “Marta Cartabia eletta presidente della Corte Costituzionale! E’ la prima volta che una donna è eletta PRESIDENTE della Corte Costituzionale! Evviva”. “Si è rotto un ‘vetro di cristallo’ – commenta Cartabia -. È un passo significativo per la storia delle nostre istituzioni. Le donne in magistratura sono in maggioranza, rappresentano il 53%, ma non ai vertici, nelle alte cariche. La mia elezione è un po’ l’elezione di tutte loro. In tal senso – ha detto – sento tutta la responsabilità di questa carica e l’onore di essere qui, sperando di fare da ‘apripista’. Come ha dichiarato la neopremier finlandese Sanna Marin, spero che anche in Italia si possa arrivare a dire che età e sesso non contano, anche se nel nostro Paese un po’ contano ancora”.

“Per me – ha aggiunto – sono state decisive alcune figure femminili, a partire da mia madre, e alcuni modelli formativi, soprattutto maschili, che mi hanno incoraggiata e sostenuta. Sono stati tutti decisivi perché accadesse quello che oggi è accaduto: ma se me lo avessero predetto dieci anni fa, avrei risposto con una risata!”.

Il suo nome era girato nel toto-nomine per il Quirinale nel 2015 e più di recente anche quest’estate, durante la crisi di governo, come possibile premier di un governo di transizione.

Sposata e madre di tre figli, alla Consulta è stata relatrice di importanti sentenze: come quella sui vaccini, con la quale la Corte ha stabilito che l’obbligo di farli non è irragionevole, bocciando il ricorso della regione Veneto. O quella sull’Ilva, che dichiarò incostituzionale il decreto del 2015 che consentiva la prosecuzione dell’attività di impresa degli stabilimenti, nonostante il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria dopo l’infortunio mortale di un lavoratore.
Ha insegnato e fatto attività di ricerca in diversi atenei in Italia e all’estero, anche negli Stati Uniti. E, come esperto, ha fatto parte di organismi europei, come l’Agenzia dei diritti fondamentali della Ue di Vienna.

“L’elezione di Marta Cartabia alla Presidenza della Corte Costituzionale – ha commentato Matteo Renzi con un Tweet – è un segnale bellissimo. Una donna, giovane, di grandissime qualità. Complimenti Presidente. E buon lavoro”.

Cartabia ha assunto sin dall’inizio della sua carriera accademica uno spiccato profilo internazionale. Ha insegnato e fatto attività di ricerca in diversi atenei in Italia e all’estero, anche negli Stati Uniti. E, come esperto, ha fatto parte di organismi europei, come l’Agenzia dei diritti fondamentali della Ue di Vienna. Alla Corte costituzionale arriva nel 2011: è la terza donna dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle ed è una dei giudici costituzionali più giovani della storia della Consulta.

Ed è riuscita a trovare spazio anche per i suoi tanti hobby tra cui jogging e trekking. E ha una grande passione per la musica. Non solo quella classica, che l’ha resa un’habitué delle prime della Scala. Ma anche quella rock a cominciare da Beatles e Metallica. Ma come chi è più addentro sa bene, metal e musica classica hanno molte affinità nell’uso delle sette note.

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