venerdì, 22 Novembre, 2019

Una “mini Schenghen” dei Balcani

0

Mentre la politica ha i tempi spesso determinati dalle procedure istituzionali e dalle singole convenienze , l’economia non si ferma di fronte a questi ostacoli e procede a grandi passi . Nel luglio 2017 a Trieste si svolse il vertice europeo della quarta tappa del “Processo di Berlino”, cioè la progressiva integrazione a livello europeo dei sei Paesi dei Balcani (Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania e Macedonia del Nord) non ancora aderenti all’Unione Europea. In quella occasione al di là delle dichiarazioni di principio e della firma di un importante accordo sui trasporti e sui collegamenti che vide tra i protagonisti l’allora sottosegretario Nencini, si decise la realizzazione, proprio a Trieste dell’ associazione delle Camere di Commercio dei sei Paesi balcanici con l’obiettivo di creare un mercato unico, di grande interesse per lo sviluppo economico e collegato con il sistema di libero scambio europeo.

Ci vollero circa due anni per la determinazione delle risorse europee necessarie alla realizzazione, per l’individuazione degli spazi logistici, per l’acquisizione del personale ma proprio In questi giorni dovrebbero essere superati gli ultimi ostacoli per la registrazione legale e quindi per la piena operatività dell’ organismo. Per fare solo un esempio dell’importanza di questa struttura si registra in essa la presenza delle Camere di Commercio di Serbia e Kosovo.

Cioè mentre Belgrado e Pristina continuano ad accapigliarsi sul piano politico, sul piano economico trovano una forma di forte collaborazione. Ma proprio lo scorso giovedì a Novi Sad, il Presidente serbo Aleksandar Vucic, il Premier albanese Edi Rama e quello della Macedonia del Nord Zoran Zaev hanno firmato un importante documento che presuppone la creazione di una “mini Schenghen” tra i tre Paesi. Copiando sostanzialmente il modello europeo si sono impegnati a attuare le condizioni nei tre Paesi per la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone. Mentre a nell’Unione Europea si discute e si allungano i tempi per l’adesione Serbia Albania e Macedonia del Nord cercano di risolvere problemi che interessano un mercato di 20 milioni di persone impegnandosi a risolvere problemi come quelli delle merci ferme ore e ore nelle dogane per i controlli che gravano inesorabilmente sulla necessaria velocità di comunicazione economica.

L’iniziativa secondo il Premier serbo Vucic potrà essere allargata in futuro anche a Bosnia e Montenegro e il prossimo vertice che si terrà a novembre in Macedonia del Nord servirà a concretizzare ulteriormente le importanti decisioni prese a Novi Sad. E’ augurabile che l’Europa recepisce questi segnali non ponendo più incomprensibili veti all’adesione di tutta l’Area Balcanica.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply