sabato, 4 Luglio, 2020

Una nuova patria chiamata Europa. Verso l’Est

0

E’ possibile sostenere che, dal 2004, “l’espansione ad est” del progetto europeo, è andato a rimarcare le differenze presenti all’interno dell’Unione; sia in campo politico, sociale ed economico. Già dal 1993, infatti, i paesi componenti l’embrione europeo definirono, nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen, i criteri relativi al futuro allargamento. Gli stessi, rivisti e corretti nel 1995, riguardavano tre punti cardine:

  • criterio “politico”: presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;
  • criterio “economico”: esistenza di un’economia di mercato funzionante e capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione Europea;
  • adesione all'”acquis comunitario”: accettare gli obblighi derivanti dall’adesione e, in particolare, gli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria.

 Il rispetto ai criteri di Copenaghen, passo cruciale, è tuttavia insufficiente a garantire la stabilità sociale e politica dei paesi dell’ex blocco sovietico; i quali, già a priori, erano lontani da una certa condivisione dei principi valoriali dell’europa occidentale. Caduto il Muro di Berlino e dichiarato lo scioglimento dell’Unione Sovietica (1991), gli ex paesi socialisti si ritrovano ad annaspare nel modello capitalista, fronteggiandosi con economie di mercato già consolidate.

 

L’est, disabituato all’autogestione e senza una guida, vide nella comunità degli stati occidentali un alleato, capace di adeguarne le economie favorendo la  successiva ripresa. L’UE, invece, decise di espandersi verso est sia per motivi economici che di sicurezza generale. L’ingrandimento, che poi si rivelerà incontrollato, condurrà ad una ipertrofia dell’Unione stessa; rallentandone, di molto, il processo evolutivo. Affinché si possa parlare di un’Europa Unita è necessario abituarsi ad una realtà a più identità, condividendo anche valori molteplici. Rinunciando a ciò, si va incontro a scenari europei già tristemente noti.

Con la convinzione che sia necessario ripercorrere il passato per costruire il futuro, che ha come obiettivo ultimo gli Stati Uniti d’Europa, formati da uomini e donne, coesi nei valori e negli obiettivi, è necessario ripensare progetto Europeo, affrontando la questione con una visione a lungo termine, capace di garantire una pace dalle solide basi.

 

Baluardo a difesa ed implementazione dell’Unità siamo noi, cittadini europei. Gli stessi che, come sovente accade, paghiamo, anche a prezzo della vita, le “crisi istituzionali” portate avanti dai governi nazionali.


Antonio Musmeci Catania

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta 

Parte quinta 

Parte sesta

Parte settima

Parte ottava

Parte nona

Parte decima

Parte undicesima

Parte dodicesima

Condividi.

Leave A Reply