mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Una nuova riforma per le scuole medie

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Le modalità per la riaperture delle scuole messe in atto dall’attuale Governo Conte, danno l’immagine di incapacità politica a gestire un problema contingente, certamente preoccupante, ma molto probabilmente di breve durata come quello della tutela della salute nelle scuole per la presenza del Covid. Basterebbe fare dei doppi turni, non ci sarebbe stato bisogno di nuove aule e nuovi banchi scolastici per ottemperare alle misure anticovid. Forse ci sarebbe stato bisogno di alcuni docenti in più o del ricorso ad ore di straordinario, di nuove attrezzature informatiche per il ricorso a video lezioni dove possibile. Invece si è pensato ad acquistare forsennatamente nuovi banchi di scuola che in molti casi volte non si sa dove ubicarli.

Figuriamoci se questo Governo possa pensare ad una seria riforma scolastica che possa creare le basi ad una crescita del Paese dando prospettive ai giovani per un futuro migliore.
Per fortuna, scuola dell’obbligo è stata innalzata a 16 anni ormai da diverso tempo, ma non si è provveduto coerentemente a fare una riforma delle scuole medie.
La scuola media inferiore, attualmente triennale, viene completata dagli studenti all’età di quattordici anni, due anni prima della scadenza dell’obbligatorietà. A quattordici anni i giovani studenti sono obbligati a fare una scelta per la scuola media superiore, in un’età in cui non si è sufficientemente maturi per fare delle scelte sul proprio futuro di vita.
Dunque, se la scuola dell’obbligo finisce a sedici anni, sarebbe giusto il riconoscimento con un titolo di studio che invece attualmente viene rilasciato alla fine della scuola media inferiore e quindi a quattordici anni. Per gli altri due anni, se non si arriva all’esame di maturità non c’è nessun riconoscimento.

Allora perché non innalzare la scuola media inferiore fino a cinque anni in modo da poter fornire una migliore preparazione umanistica agli studenti ed una migliore formazione soprattutto nell’utilizzo dei moderni strumenti di comunicazione (internet e telefonia)?
Esiste un problema salariale tra i docenti. Infatti quelli della scuola media inferiore percepiscono uno stipendio più basso rispetto ai docenti della scuola media superiore. Problema di facile soluzione. Al momento della riforma, gli stipendi dei docenti delle scuole medie si potrebbero equiparare a quelli attualmente previsti per i docenti delle scuole medie superiori.

Per la scuola media inferiore sarà necessario un unico programma, mentre le scuole medie superiori, che diventerebbero tutte triennali, avrebbero una maggiore diversificazione didattica per aree tematiche di specializzazione tenendo conto anche della vocazione produttiva del territorio in cui si trovano.
Così, il diploma di scuola media superiore diventerebbe più funzionale all’occupazione sul territorio, poiché la preparazione scolastica diventerebbe formativa per dare maggiore impulso qualitativo alla produzione esistente sul territorio. Naturalmente sarebbero previsti anche i trienni propedeutici al proseguimento degli studi universitari.

Lo sviluppo economico di un Paese, innegabilmente passa attraverso la scuola alla quale va posta la massima attenzione. Storicamente il Partito socialista è stato sempre attento alle problematiche scolastiche e non va dimenticato che le più importanti riforme scolastiche portano la firma di alcuni socialisti tra cui Tristano Codignola.
In tal senso, spero che l’idea abbozzata in questo articolo non cada nel vuoto e diventi uno stimolo per una proposta di legge che rappresenterebbe un’importante iniziativa politica. Oggi, ci sono sicuramente anche altre nuove opportunità affinchè il Partito socialista possa riprendere un ruolo politico di primo piano per l’umanità e per il Paese. La riforma scolastica non è certamente seconda alle altre.

 

Salvatore Rondello

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