lunedì, 26 Ottobre, 2020

Una riunione costruttiva

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La segreteria del Psi ha avviato un utile confronto sulle prospettive del partito a seguito della relazione introduttiva del segretario Vincenzo Maraio e sulle proposte che egli stesso ha formulato. Il quadro della situazione sanitaria ed economica dell’Italia impone a tutti l’assunzione di un alto senso di responsabilità in una nuova cornice di emergenza politica. Il Psi approva le proposte del governo per venire in soccorso dell’economia oggi largamente in ginocchio, soprattutto nel Nord e nelle città a vocazione turistica, ma sollecita l’esecutivo a uno sforzo maggiore e l’Europa a non comprendere nei vincoli le somme destinate alla ripresa economica del’Italia afflitta dal coronavirus e dalle sue conseguenze. Con il suo straordinario e prevalente tessuto di piccole imprese capaci di sviluppare una rete di rapporti con tutto il mondo e in particolare con l’Asia, l’Italia si trova oggi, più di tutti gli altri paesi europei, in una difficile situazione e con la necessità di una spinta forte alla ripresa da parte dei governo, che non può che essere altrettanto straordinaria e accolta con favore dall’Europa. In particolare da sempre i socialisti sono stati contrari a confondere la spesa corrente con quella per gli investimenti e per rispondere a eventi naturali. L’Europa deve sapersi dimostrare all’altezza del compito.

Il segretario del Psi e la segreteria nel suo complesso hanno poi approvato la proposta di chiedere un immediato incontro al presidente del Consiglio Conte ai fini di precisare le richieste dei socialisti e soprattutto la necessità di inaugurare una fase due del governo del Paese che non può fondarsi solo sulla esigenza tattica di sbarrare la porta a Salvini, esigenza che giudicano insufficiente e soprattutto improduttiva. Questo alla luce dell’urgenza di avviare una vera e propria ricostruzione del tessuto economico del paese, oggi drammaticamente in crisi. Il Psi non può né accettare discriminazioni negli inviti al tavolo dei partiti di governo, né essere confuso con altri.

Anche sul versante dell’alleanza, limitata al Senato, con Italia viva e relativa alla costruzione del gruppo Psi-Italia viva, il Psi manifesta l’intenzione di procedere a un chiarimento fondato sulla piena autonomia politica dei due partiti e sull’urgenza di un coinvolgimento del Psi nella elaborazione politica e programmatica e nella azione parlamentare congiunta del gruppo. In questo senso va la richiesta di un incontro che coinvolga i gruppi dirigenti delle due forze politiche.

La segreteria del Psi ha poi lanciato la campagna per il no al referendum sul taglio dei parlamentari alla luce della sciagurata legge voluta dai Cinque stelle e votata dal Pd come pegno per la costruzione del governo Conte due. I socialisti aderiranno come singoli al Comitato interparlamentare per il No costituito, tra gli altri, da Tommaso Nannicini e al comitato socialista presieduto da Bobo Craxi.

Poi lo sforzo per le elezioni regionali. In Campania verrà presentato il nuovo simbolo del Psi con l’obiettivo di confermare una presenza in Consiglio regionale, mentre sono in corso incontri a livello regionale nelle altre cinque regioni in cui si voterà per presentare liste o candidature in grado di confermare o di ottenere l’elezione di consiglieri.

Infine la segreteria ha deciso di promuovere a breve una conferenza programmatica per riprendere e sviluppare, nella nuova situazione di crisi e d’emergenza in cui si trova l’Italia, i temi e le proposte del seminario di Fano. E di promuovere una conferenza organizzativa capace di rilanciare un’adeguata presenza del Psi nel territorio.

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Mauro Del Bue

1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    A me pare che nell’odierno dibattito politico non possa ignorarsi che una voce non marginale della sinistra si sia espressa a favore di “uno che comanda”, o suppergiù, dopo aver anche parlato del Sindaco d’Italia riguardo alla conduzione del Governo nazionale, il che mi sembra fare il paio con quanto aveva detto il “Comandante” quando veniva accusato di chiedere i “pieni poteri” a dispetto, o in disprezzo, della democrazia (addebito che, a dire il vero, stonava abbastanza, venendo riferito a chi chiedeva di andare alle urne, ossia di esercitare la funzione o il diritto simbolo/emblema della democrazia).

    In ogni caso, al di là di ogni nostra personale opinione, sembra allargarsi la platea politica di chi vorrebbe qualcuno dotato di forti poteri all’apice delle nostre Istituzioni – e la sensazione è che anche tra la “gente comune” stia crescendo una aspettativa di questo genere – il che non significa, come qualcuno vorrebbe far credere, che nel Paese vi siano “rigurgiti fascisti”, ma più semplicemente che si guardi con favore ad una guida in grado di condurre la “nave Italia” nel burrascoso mare dei nostri tempi (una condizione che si realizza verosimilmente col Premierato forte o l’elezione diretta del Primo Ministro).

    Ora c’è una priorità cui far fronte, e da affrontare avendo presente che “il quadro della situazione sanitaria ed economica dell’Italia impone a tutti l’assunzione di un alto senso di responsabilità ..”, ma guardando al futuro andrebbe tenuto conto che se il Belpaese è apparso diviso “tra governo centrale e regioni”, come scrive il Direttore sul finire dello scorso Editoriale dal titolo “Virus confusione”, forse è dipeso dalla legislazione concorrente introdotta dalla sinistra a fine anni Novanta, e fors’anche dal fatto che i Presidenti di Regione sono resi “forti” dalla elezione diretta, mentre per il Premier si segue altra strada.

    Paolo B. 05.03.2020

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